Riparte la trattativa e il tempo stringe: le richieste del governo ad ArcelorMittal. Gli esuberi chiesti sono troppi, entro tre anni la produzione deve passare a otto milioni di tonnellate.

Torna in prima pagina il caso ex Ilva, con la difficile trattativa tra il governo e ArcelorMittal. La società, dopo aver accettato la possibilità di rimanere a Taranto, ha presentato il suo piano immediatamente respinto dal premier Giuseppe Conte. Il nodo principale è legato alla richiesta di esuberi, inaccettabile per il Presidente del Consiglio e i suoi ministri. Così si tratta, con il governo che ha presentato le sue richieste ai franco-indiani nella speranza di arrivare a un compromesso buono per tutti.

Ex Ilva, si tratta con cautela. Gli esuberi di ArcelorMittal sono troppi

A differenza di quanto ipotizzato in un primo momento, sembra che il governo non abbia alcuna intenzione di presentare una contro-proposta ad ArcelorMittal. Conte e i suoi vogliono evitare la responsabilità e il peso dei quasi cinquemila esuberi chiesti dai franco-indiani.

Per il governo i 4.700 esuberi chiesti da ArcelorMittal sono inaccettabili, così come è difficile da accettare che queste persone non siano più a carico dell’azienda, che non prende neanche in considerazione l’ipotesi della cassa integrazione.

Ex Ilva Taranto
fonte foto https://twitter.com/arrigoni_paolo

Le richieste del governo ad ArcelorMittal per rilanciare il polo dell’ex Ilva

Gli uomini del governo ipotizzano uno scenario decisamente meno duro: muoversi nell’immediato attraverso gli ammortizzatori e gli incentivi all’esodo ma alzando la produzione a otto milioni di tonnellate tra tre anni. Il che costringerebbe l’azienda a tornare a pieno organico.

Ma c’è anche un secondo nodo sul tavolo delle trattative, ossia quello della produzione meno inquinante. In tal senso lo Stato potrebbe muoversi attivamente contribuendo (economicamente) alla realizzazione di un forno elettrico che possa accelerare il processo di decarbonizzazione.

Il 20 dicembre la prima udienza in tribunale

Per Conte il tempo stringe. Il 20 dicembre si terrà la prima udienza in tribunale sulla causa civile tra i commissari e Mittal. Tutte le parti in causa vogliono capire entro quella data se è possibile trovare un’intesa per il futuro oppure no.

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ArcelorMittal economia evidenza Ilva

ultimo aggiornamento: 06-12-2019


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