Immigrazione, la Corte di giustizia europea: “Gli Stati membri non sono tenuti, in forza del diritto dell’Unione, a concedere un visto umanitario ai profughi che intendono recarsi nel loro territorio con l’intenzione di chiedere asilo”

Unione Europea. Resta un tema caldo quello dell’immigrazione, e non solo nell’America di Donald Trump. La Corte di giustizia europea di Lussemburgo ha infatti deliberato che “gli Stati membri non sono tenuti, in forza del diritto dell’Unione, a concedere un visto umanitario ai profughi che intendono recarsi nel loro territorio con l’intenzione di chiedere asilo, ma restano liberi di farlo sulla base del rispettivo diritto nazionale“. Una decisione che ha fatto e farà sicuramente discutere e che rischia di creare pericolose asimmetrie tra gli stati membri dell’UE e, soprattutto, di mettere a repentaglio il rispetto dei diritti umani.

Il caso

Una coppia siriana, insieme con i loro tre figli minorenni, hanno presentato la domanda per i visti umanitari presso l’ambasciata del Belgio a Beirut (Libano), prima di fare ritorno in Siria. La richiesta d’asilo è stata però respinta dal Belgio in quanto “richiedendo un visto con validità territoriale limitata al fine di presentare una domanda d’asilo in Belgio, la famiglia siriana abbia manifestamente l’intenzione di soggiornare in Belgio per un periodo superiore a 90 giorni, il che è in contrasto con il codice dei visti dell’Ue“.

Ungheria: detenzione sistematica per i migranti

Il parlamento ungherese ha intanto approvato la reintroduzione della detenzione sistematica dei migranti che saranno così radunati in appositi campi nelle zone di confine della nazione in attesa che venga esaminata la richiesta di visto. Le nuove misure non saranno applicate solo per le persone che entreranno nel paese, ma anche per coloro i quali si trovano già in territorio ungherese.

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ultimo aggiornamento: 07-03-2017


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