Imposta di bollo sul libretto postale: importo, soglie ed esenzioni
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Direttore: Franco Ferraro

Imposta di bollo sul libretto postale: importo, soglie ed esenzioni

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Come funziona l’imposta di bollo sul libretto di risparmio postale: calcolo sulla giacenza media, soglia dei 5.000 euro, importi e casi.

Il libretto di risparmio postale resta uno degli strumenti più usati dagli italiani per custodire liquidità in modo semplice e sicuro. Proprio perché così diffuso, è importante conoscere una voce che può incidere sul rendimento reale: l’imposta di bollo. Non si tratta di una tassa sugli interessi, ma di un tributo annuale collegato alla giacenza media del libretto nell’arco dell’anno. Anche chi lo utilizza solo come “parcheggio” di denaro, senza operazioni frequenti, può quindi ritrovarsi un addebito inatteso.

La disciplina attuale nasce con il Decreto “Salva Italia” del 2011 e le successive modifiche, che hanno esteso in modo strutturale il bollo ai prodotti finanziari. Da allora, i libretti non godono più di un regime privilegiato rispetto ai conti correnti.

Un portafoglio con soldi e monete
Un portafoglio con soldi e monete

Come si calcola l’imposta di bollo

Per le persone fisiche il criterio è chiaro: se la giacenza media annua complessiva dei propri libretti supera i 5.000 euro, si paga un importo fisso di 34,20 euro all’anno. Se la media resta sotto quella soglia, non è dovuto nulla. Per le persone giuridiche, invece, non esiste alcuna esenzione e il bollo è sempre dovuto, in misura più elevata.

Conta la media dei saldi giorno per giorno, non il saldo in un singolo momento. Questo meccanismo evita che un accredito temporaneo faccia scattare automaticamente il tributo, ma somme elevate anche per brevi periodi possono comunque incidere sulla media complessiva. L’addebito avviene con la rendicontazione annuale, di norma al 31 dicembre; in caso di chiusura anticipata, viene applicato in proporzione al periodo di apertura.

Impatto sul rendimento e possibili alternative

I libretti offrono tassi base molto bassi. In questo contesto, una tassa fissa di 34,20 euro può azzerare, o addirittura superare, gli interessi maturati in un anno. È per questo che il bollo diventa un elemento centrale nella pianificazione della liquidità.

Chi desidera evitarlo può puntare a mantenere la giacenza media sotto i 5.000 euro, trasferendo l’eccedenza su strumenti con bollo proporzionale, come conti deposito, buoni fruttiferi o titoli. Qui l’imposta è pari allo 0,20% del capitale e viene calcolata in base ai giorni di possesso, rendendo il costo più coerente con l’importo investito.

Non esistono esenzioni automatiche legate al reddito o all’Isee per i libretti: l’unica soglia resta quella dei 5.000 euro. Una recente novità riguarda però l’Isee stesso: dal 2025, libretti, titoli di Stato e buoni postali sono esclusi dal patrimonio mobiliare fino a 50.000 euro per nucleo familiare. Il bollo resta dovuto, ma l’impatto sull’accesso alle agevolazioni sociali può ridursi sensibilmente.

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ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2026 10:45

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