Situazione drammatica in Algeria a causa degli incendi, in particolare nella regione della Cabilia. Almeno 38 morti, di cui 25 militari, intenti a spegnere le fiamme.

Non si ferma l’emergenza incendi nel Mediterraneo. In Algeria le fiamme stanno devastando la zona settentrionale. E, purtroppo, ci sono decine di vittime. Il primo ministro Benabderahmane ha riferito che più di 70 incendi sono scoppiati in 18 wilaya (prefetture) nel nord del Paese. Sono state colpite le città di Bouira, Se’tif, Khenchela, Guelma, Bejaïa, Bordj Bou Arreridj, Boumerdés, Tiaret, Medea, Tébessa, Blida e Skikda.

Incendi in Algeria

L’estate torrida, caratterizzata da pesante siccità, facilita l’estensione dei roghi, quasi sempre di origine dolosa. La Cabilia è una regione montuosa e popolata a circa 100 km a est di Algeri. La diga più importante della regione, quella di Taksebt, è praticamente asciutta, e i servizi meteo tra oggi e domani prevedono una temperatura di +42°C nella regione. Oltre al caldo intenso, il lavoro dei vigili del fuoco è complicato anche dai forti venti.

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Le vittime

I roghi, purtroppo, hanno provocato diversi morti: al momento il bilancio parla di 38 vittime, tra cui 25 militari, i quali hanno perso la vita nelle operazioni di spegnimento delle fiamme. Il Governo ha detto chiaramente che si tratta di roghi di “origine criminale”. La radio pubblica algerina ha annunciato l’arresto di tre piromani a Médéa. Un quarto è stato arrestato ad Annaba.
Il ministero della Difesa ha riferito che l’intervento dei militari “ha permesso di salvare dal fuoco 110 cittadini: uomini, donne e bambini“.


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