Inchiesta su divulgazione dei verbali segreti da parte della Procura di Perugia. Nuova bufera sul Csm.

ROMA – Nuova bufera sul Csm. Come riferito dall’Ansa, la Procura di Perugia ha aperto una inchiesta su una possibile divulgazione dei verbali di segreti. Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, potrebbe esserci una vera e propria loggia con il coinvolgimento di vari ‘pezzi’ del Paese per condizionare le nomine in magistratura ma anche in altri settori dell’Italia.

Il fascicolo è stato aperto dopo alcune dichiarazioni da parte dell’avvocato siciliano Piero Amara, indagato anche nell’inchiesta sul cosiddetto falso complotto Eni. Resta il massimo riserbo sull’accaduto anche perché si tratta di una indagine molto delicata con il possibile coinvolgimento di un pezzo importante del Paese.

Davigo: “Non c’è stato nulla di rituale”

Sulla vicenda è intervenuto anche Piercamillo Davigo, contattato dall’Ansa: “Non c’è stato nulla di irrituale […]. Cosa deve fare un pm se non gli fanno fare ciò che deve, cioè iscrivere la notizia di reato e fare indagini per sapere se è fondata?“.

Ho informato chi di dovere”, ha aggiunto il magistrato a proposito della vicenda delle dichiarazioni dell’avvocato Piero Amara ai magistrati.

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Ermini: “Csm del tutto estraneo”

Sull’accaduto è intervenuto anche il vicepresidente del Csm David Ermini. Il magistrato, dopo un confronto con il Quirinale, ha deciso di rompere il silenzio e prendere le distanze da quanto successo. “Il Consiglio Superiore della Magistratura – ha detto – è del tutto estraneo a manovre opache e destabilizzanti. Semmai è l’obiettivo di un’opera di delegittimazione e condizionamento tesa ad alimentare, in un momento particolare grave per il Paese, la sfiducia dei cittadini verso la magistratura“.

Da parte di Ermini, quindi, confermata l’estraneità da quanto successo. Ma il Csm rischia di essere travolto da una nuova bufera a pochi mesi dal caso Palamara. E i punti da chiarire sulla vicenda sono ancora diversi.


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