Inchiesta Fondazione Open, spuntano nuovi nomi: le ultime

L’Espresso, inchiesta Open: c’è un secondo prestito a Renzi? E quegli intrecci in Lussemburgo…

I nomi coinvolti nell’inchiesta sulla Fondazione Open. Secondo L’Espresso le donazioni sono arrivate anche da Limbrandi e Farina.

FIRENZE – I nomi coinvolti nell’inchiesta sulla Fondazione Open. L’indagine de L’Espresso svela altri profili che ben presto potrebbero finire nel mirino della Procura. E tra questi spuntano anche Gianfranco Limbrandi e Vittorio Farina.

Il fascicolo aperto a Firenze è ancora all’inizio e nelle prossime settimane altri nomi potrebbero essere iscritti sul registro degli indagati. Una vicenda processuale che potrebbe prendere diverse strade visto che Matteo Renzi ha annunciato querele contro il settimanale che ha portato alla luce queste carte che sono in mano ai giudici. Il sospetto è che chi abbia donato alla fondazione possa aver avuto vantaggi imprenditoriali o incarichi.

Non è tutto. Sempre stando a quanto riferito da L’Espresso, nel mirino degli inquirenti sarebbe finito anche un secondo prestito (infruttifero) concesso a Matteo Renzi. Si tratterebbe di una donazione da 200.000 euro fatta da Carrai.

Spunta un nuovo prestito a Renzi

Ma le ultime indiscrezioni parlano di un nuovo prestito “infruttifero” a Matteo Renzi. L’ex premier prima di entrare in possesso della nuova casa di Firenze ha ricevuto una donazione da 200mila euro da parte di Carrai.

Anche in questo caso nessuna conferma ufficiale da parte dei diretti interessati. Il leader di Italia Viva ha confermato la sua intenzione di presentare una querela nei confronti de L’Espresso e di tutte le persone che hanno riportato queste notizie, da lui ritenute false. I misteri restano diversi e al momento una cosa è sicura: la vicenda non finirà qui e presto ci saranno novità importanti.

Matteo Renzi
Matteo Renzi

Inchiesta Fondazione Open, i nomi

Alberto Bianchi e Carrai sono i nomi principali coinvolti nell’inchiesta sulla Fondazione Open ma nelle ultime ore, secondo quanto precisato da L’Espresso, nel mirino degli inquirenti sono finiti anche altri profili. Il primo è Gianfranco Librandi.

L’imprenditore, attuale esponente di Italia Viva, attraverso le sue aziende ha speso 800mila euro per finanziare Open. Ma nella lista p presente anche Vittorio Farina che alla fondazione ha versato 100mila euro. Questo non è un nome nuovo per la giustizia visto che nel 2017 è finito in manette per bancarotta fraudolenta.

Inchiesta Open, gli intrecci con il Lussemburgo

Le attenzioni degli investigatori si stanno concentrando in particolar modo su Marco Carrai, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione. Carrai, uno dei fedelissimi di Renzi, gestiva anche una società all’estero

“Carrai risulta essere tra i soci della Wadi Ventures Management, società che ha sede in Lussemburgo e che ha come oggetto la detenzione di partecipazioni societarie”, recita parte del decreto di perquisizione. Stando a quanto emerso, diversi soci dell’azienda in questione sarebbero anche finanziatori della Fondazione Open. Il sospetto è che la Wadi possa essere stata sfruttata per portare denaro all’estero.

fonte foto copertina https://www.facebook.com/matteorenziufficiale

ultimo aggiornamento: 29-11-2019

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