Inchiesta Juve, riflettori puntati (anche) sui compensi ai procuratori

Inchiesta Juve, riflettori puntati (anche) sui compensi ai procuratori

Si allarga l’inchiesta sulla Juventus per il caso delle plusvalenze: riflettori puntati anche sui compensi ai procuratori che hanno seguito operazioni lampo.

Emergono ulteriori dettagli sull’inchiesta sulla Juventus, al centro di un caso legato alle plusvalenze fittizie: gli inquirenti, stando a quanto emerso a mezzo stampa, hanno messo nel mirino anche i compensi elargiti ai procuratori ipotizzando una serie di mandati fittizi per portare in porto rinnovi di contratto di fatto scontati anche senza la mediazione di un procuratore.

Inchiesta sulla Juventus, si indaga sui pagamenti ai procuratori

Gli inquirenti parlano di operazioni opache ipotizzando che la Juve procedesse anche con trattamenti economici di favore ai procuratori pagando cifre non consone al servizio effettivamente prestato dagli agenti che si occupavano di operazioni tutt’altro che complesse. Almeno secondo le ipotesi investigative.

ANDREA AGNELLI

Il filone dell’inchiesta sulle plusvalenze sospette

Quello dei compensi ai procuratori sarebbe uno dei filoni della maxi inchiesta sulla Juventus. I procuratori ricevono una percentuale per ogni operazione che va in porto, sia che si tratti del trasferimento di un proprio assistito da una squadra ad un’altra sia che si tratti di un rinnovo di contratto. Le commissioni ai procuratori sono spese che finiscono a bilancio.

Per quanto riguarda i bilanci della Juventus, nel 2019 i bianconeri avrebbero speso 44 milioni di euro circa per i procuratori. Nel 2020 la spesa è scesa a venti milioni di euro circa. In particolare, tralasciando il capitolo Cristiano Ronaldo, l’agente di Emre Can è costato quasi 16 milioni di euro nel 2019. Più di quanto formalmente incassato da Mendes nell’operazione che ha portato Cristiano Ronaldo a Torino.

Gli inquirenti però non si concentrano sulle parcelle pagate a procuratori che effettivamente hanno lavorato a lungo per concludere un’operazione, a prescindere dal nome dell’assistito. Un agente è bravo se riesce a guadagnare il più possibile da ogni singola operazione a prescindere dal nome del calciatore. L’attenzione degli inquirenti sarebbe concentrata sui pagamenti in favore di procuratori che hanno seguito operazioni-lampo e tutt’altro che complicate.