Mascherine fasulle per i medici in corsia. E’ questo quanto scoperto dalla Guardia di Finanza.

ROMA – Mascherine fasulle per i medici in corsia. E’ questo quanto scoperto dalla Guardia di Finanza nell’inchiesta sui dispositivi acquistati dalla Protezione Civile del Lazio nel marzo 2020. Il primo lotto, secondo quanto riportato da La Repubblica, è arrivato il 31 marzo in Italia e immediatamente distribuito al personale sanitario.

Due milioni di mascherine, che in realtà non proteggevano, date agli operatori in prima fila contro il Covid-19. Un controllo mancato e un eccesso di fiducia sia da parte della Protezione Civile che del Comitato tecnico-scientifico.

Lo stop al secondo carico

Il secondo carico dei dispositivi di prevenzione è arrivato in Italia nei primi giorni di aprile. In questo caso, però, nessuna distribuzione immediata. Un trasferimento in un magazzino in attesa di ulteriori controlli sulla reale efficacia delle mascherine.

E le protezioni sono rimaste nel deposito fino a quando non si è scoperto della truffa. Da qui la denuncia della Protezione Civile del Lazio alla Guardia di Finanza. Indagine che ha portato al fermo di tre persone, ma sono ancora diverse le cose da chiarire in questa vicenda.

Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

Il ruolo di Arcuri

L’ormai ex commissario Arcuri non è indagato. Come riportato da La Repubblica, l’amministratore delegato di Invitalia potrebbe essere “ancora una volta oggetto di traffico di influenze illecite e i suoi rapporti con De Santis si sono intensificati a seguito della nomina“.

Nei prossimi giorni gli inquirenti potrebbero ancora una volta ascoltare il manager per capire meglio la vicenda e chiarire alcuni punti della vicenda non chiari. Indagine che sta portando alla luce sicuramente un episodio che potrebbe spiegare anche il motivo dei troppi contagi tra i medici. E la spiegazione potrebbe essere proprio l’utilizzo di queste mascherine che non proteggevano in modo adeguato.

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ultimo aggiornamento: 05-03-2021


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