Inchieste Covid: archiviazioni e macerie nascoste

Inchieste Covid: archiviazioni e macerie nascoste

Perché le inchieste Covid in Italia sono state archiviate e cosa ha portato a questo fallimento. Dettagli sulle motivazioni.

Covid, la Procura di Bergamo ha richiesto l’archiviazione per la vicenda dell’ospedale di Alzano Lombardo. Le grandi inchieste popolari non hanno prodotto risultati concreti, lasciando solo macerie e motivazioni impietose. Come riportato da ilgiornale.it

Coronavirus

Il fallimento delle inchieste Covid

Recentemente, la Procura di Bergamo ha deciso di archiviare l’inchiesta sull’ospedale di Alzano Lombardo. Gli avvocati delle vittime attendono le motivazioni di questa decisione per valutare un eventuale ricorso. Tuttavia, appare chiaro che le grandi inchieste sul Covid, iniziate con grande entusiasmo a Bergamo, hanno lasciato solo briciole. Come riportato da ilgiornale.it

Le archiviazioni si sono moltiplicate in tutta Italia, dimostrando l’inefficacia del sistema penale nell’affrontare una tragedia di tale portata. Cinque segmenti delle inchieste hanno raggiunto o sono prossimi al capolinea. Tra questi, i procedimenti contro Giuseppe Conte e Roberto Speranza archiviati a Brescia, quelli contro Attilio Fontana e il Comitato tecnico scientifico, falliti sempre a Brescia, e altri a Roma e Milano. A Roma, il gip ha fissato una camera di consiglio per il 20 giugno, ma il risultato sembra già scritto. Come riportato da ilgiornale.it

Le motivazioni delle archiviazioni

Le motivazioni delle archiviazioni rivelano la fragilità delle accuse. Il tribunale dei ministri di Brescia ha archiviato le accuse contro Conte e Speranza, evidenziando la mancanza di chiarezza e di presupposti giuridici per contestare i reati imputati. In particolare, l’accusa di epidemia colposa omissiva, riguardante la mancata estensione della zona rossa a Nembro e Alzano Lombardo, è stata giudicata non configurabile. Come riportato da ilgiornale.it

I magistrati hanno sottolineato che l’epidemia colposa, secondo la legge del 1929, non può essere omissiva. Inoltre, la consulenza di un professore, che calcolava 4.148 morti in eccesso, non è stata considerata sufficiente per stabilire un nesso causale tra la mancata istituzione della zona rossa e le morti. Come riportato da ilgiornale.it

Conte è stato accusato di omicidio colposo per la morte di 57 persone, ma questa accusa si basa sull’epidemia colposa omissiva, che i giudici non hanno ritenuto configurabile. I giudici hanno anche evidenziato che il presidente del Consiglio non poteva prendere decisioni immediate e non ponderate riguardo all’istituzione della zona rossa.