Incidente Mestre, arrivano le prime verità dalla scatola nera del bus

Incidente Mestre, arrivano le prime verità dalla scatola nera del bus

I documenti sullo stato del cavalcavia di Mestre erano in Procura da un anno: già rilevate le gravi condizioni del manufatto.

Gran parte della documentazione che attesta il pessimo stato del cavalcavia di Mestre, dov’è avvenuto l’incidente che ha provocato la morte di 21 persone, si trovava già in Procura a Venezia da più di un anno.

La verità sullo stato del cavalcavia

Come riporta Il Gazzettino, le carte sul cavalcavia di Mestre era stato acquisito dagli uffici giudiziari in base ad articoli di stampa che riportavano il grave stato della struttura. L’assessore ai lavori pubblici, Renato Boraso, avva infatti richiesto un intervento urgente sulla struttura stradale.

Al momento non è chiaro se la Procura, a seguito dell’analisi degli incartamenti, abbia già assunto qualche ulteriore iniziativa a riguardo.

La testimonianza sull’incidente di Mestre

Proseguono le indagini per fare chiarezza sull’incidente di Mestre. Nei giorni scorsi sono emersi dettagli importanti che rendono sempre più chiare le dinamiche della tragedia: dall’assenza di segni di frenata sull’asfalto, alla velocità ridotta del bus, fino al suo percorso fino alla caduta nel vuoto.

Inoltre, tra coloro che hanno assistito alla terribile scena quel 3 ottobre, c’è anche l’autista di un pullman che si trovava proprio accanto al bus precipitato. “Io sono quello che nel video dell’incidente è fermo al semaforo. Ho visto il bus sopraggiungere alla mia destra, poi l’ho visto cadere nel vuoto“, racconta.

“Ho visto il retrotreno del mezzo alzarsi davanti a me, e poi precipitare, aggiunge. Prima che precipitasse però, l’uomo afferma di aver visto “sulla parte posteriore, a sinistra, del fumo, o qualcosa di simile“.

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