Incidente sul lavoro in provincia di Piacenza. Una ragazza è in gravi condizioni dopo essere rimasta impigliata con i capelli nell’impianto di irrigazione.

CALENDASCO (PIACENZA) – Incidente sul lavoro in provincia di Piacenza nella giornata di lunedì 14 giugno. Una ragazza di 26 anni è rimasta impigliata con i capelli nell’impianto di irrigazione in una azienda agricola. Immediata la chiamata ai soccorsi.

Il personale medico ha constatato le condizioni gravi e autorizzato il trasferimento con l’eliambulanza all’ospedale di Parma per le prime cure. La 26enne attualmente è in prognosi riservata e ricoverata in rianimazione. A preoccupare è il violento colpo subìto alla testa durante la caduta.

Incidente sul lavoro nel Piacentino, la ricostruzione

La ricostruzione di quanto successo è ancora a vaglio degli inquirenti. La ragazza, di origine albanese e regolarmente assunta dall’azienda agricola, era al lavoro in un campo quando, per motivi ancora da accertare, i suoi capelli sono rimasti impigliati nel cardano, strumento utilizzato per la trasmissione meccanica, durante l’irrigazione del campo.

Il mezzo l’ha portata violentemente a terra e i medici sono stati obbligati al trasferimento a Parma per effettuare tutti gli accertamenti del caso. La Procura ha aperto un’indagine per accertare meglio quanto successo e capire se si è trattato di un tragico incidente oppure c’è stata qualche mancanza nel rispetto delle regole di sicurezza.

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Ambulanza
Db Milano 07/10/2009 – Ospedale Niguarda / foto Daniele Buffa/Image nella foto: ospedale Niguarda ambulanza

I sindacati: “Fare chiarezza sull’incidente”

Attraverso una nota congiunta i sindacati hanno chiesto di fare chiarezza sull’incidente. “La campagna nazionale e regionale promossa con lo slogan ‘Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro’ – hanno precisato le sigle sindacali riportate da La Repubblica sarà prolungata perché la situazioni delle morti e degli infortuni delle lavoratrici e dei lavoratori specialmente in agricoltura, nei cantieri ed in fabbrica è diventata una autentica emergenza, impossibile da mettere in secondo piano“.


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