L’Antitrust apre un’indagine su Booking.com: manca trasparenza sui costi

L’Antitrust ha aperto un’indagine sul sito Booking.com per poca trasparenza sui costi. Il Garante vuole vederci chiaro dopo alcune denunce dei consumatori.

ROMA – Nuova indagine da parte dell’Antitrust. Il Garante dei consumatori ha fatto sapere di avere aperto un’indagine su Booking.com dopo alcune segnalazioni da parte dei consumatori. Secondo quanto scoperto dai primi controlli, sul sito ci sarebbe poca trasparenza sui costi.

La cifra pagata – come riporta il sito di Repubblica – non comprenderebbe tutte le voci di costo accessorie e di conseguenza non rifletterebbe l’effettiva convivenza degli alloggi mostrati. E anche per quanto riguarda gli sconti non ci sarebbe trasparenza. Questi e altri motivi ha portato l’Antitrust ad aprire un’indagine anche per vere un po’ più chiaro sulla vicenda. Nelle prossime settimane verranno fatti degli ulteriori controlli che porteranno alla decisione definitiva da parte del Garante dei consumatori.

Non è la prima volta che l’Antitrust apre un’indagine del genere. Nei mesi scorsi nel suo mirino era finito Ryanair per il sovrapprezzo sui bagagli ma alla fine c’era stato il via libera da parte dei giudici che aveva sospeso il blocco.

Antitrust
Antitrust (fonte foto https://twitter.com/SenatoStampa)

Cos’è Booking.com, il sito indagato dall’Antitrust

Il sito Booking.com è stato fondato in Olanda nel 1996 diventando nel giro di pochi anni una delle e-commerce più importanti del mondo. Attualmente vanta oltre 17 mila dipendenti e ha quasi 200 uffici distribuiti in settanta sedi di tutto il mondo.

Come si può capire dal nome, il portale si occupa specialmente di viaggi e si impegna – forse in modo errato – di trovare alloggi ai clienti con prezzi scontati. Proprio questi sono finiti nel mirino dell’Antitrust. Ci sarebbe poca trasparenza nella comunicazione e il Garante ha deciso di vederci più chiaro aprendo un’indagine. Nelle prossime settimane se ne saprà di più, con i clienti che sperano di avere una buona notizia nel 2019.

fonte foto copertina https://twitter.com/SenatoStampa

ultimo aggiornamento: 24-12-2018

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