Ponte Morandi, Guardia di Finanza negli uffici del Ministero dei Trasporti

Crollo del Ponte Morandi, la Guardia di Finanza nelle sedi del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Una bolla d’aria tra le cause del cedimento.

Continuano le indagini della Procura per quanto riguarda il crollo del Ponte Morandi dello scorso 14 agosto. La Guardia di Finanza ha sequestrato i documenti relativi alla struttura conservati nel Ministero dei Trasporti. Dopo aver preso in consegna i documenti e i computer di Autostrade, la autorità hanno deciso di completare il mosaico visionando anche le informazioni a disposizione dello Stato. Di fatto gli inquirenti vogliono capire se le responsabilità siano da rintracciarsi (eventualmente) solo tra i dirigenti di Autostrade oppure se anche qualche funzionario statale possa aver sottovalutato la situazione e non abbia agito tempestivamente.

Ponte Morandi
Fonte foto: https://twitter.com/Donatel65682407

Ponte Morandi, le possibili cause del crollo

Continuano intanto anche le indagini per provare a ricostruire le cause che hanno portato al crollo del Ponte Morandi. Stando a quanto riportato da la Repubblica, al momento sarebbe al vaglio degli esperti l’ipotesi di una bolla d’aria all’interno di uno dei tiranti. La bolla d’aria avrebbe corroso la struttura dall’interno corrodendo le parti in acciaio. Fosse considerata valida questa ipotesi, la causa potrebbe essere rintracciata in un possibile errore durante i lavori di manutenzione.

Da sottolineare anche la ricostruzione dei fatti secondo cui a cedere per primo sarebbe stato il lato Sud del cavalcavia, quello già segnalato dallo stesso Morandi, il quale aveva notato un inaspettato stato dell’usura probabilmente a causa dell’aria che soffia dal lato del mare e che porta anche componenti salini che, nel corso degli anni, portano a una progressiva corrosione dell’acciaio.

Fonte foto: https://twitter.com/Donatel65682407

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ultimo aggiornamento: 29-08-2018

Nicolò Olia

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