India, svolta storica: depenalizzata l’omosessualità

Svolta epocale in India: depenalizzata l’omosessualità, i rapporti gay ora non sono più illegali.

L’India riscrive la propria storia: i rapporti omosessuali non saranno più illegali. Lo ha stabilito la Suprema Corte di New Delhi, che ha la giurisdizione sull’intero territorio della Federazione indiana e non limitatamente alla metropoli.

Come riportato da Il Giornale, si tratta di una svolta realmente epocale, in quanto la depenalizzazione dell’omosessualità, da molti richiesta a gran voce, è rimasta fino ad anni recenti un argomento tabù nel subcontinente indiano.

India, essere gay non è più reato

Una svolta che in realtà non era attesa. Solo nel 2013, infatti, la stessa Suprema Corte aveva annullato una sentenza di quattro anni prima che riconosceva la legittimità di rapporti omosessuali, rifacendosi a una norma risalente all’epoca coloniale. I ‘rapporti innaturali’, come venivano definiti fino a poco fa, cadevano infatti sotto la ‘sezione 377‘, che prevedeva pene severe, fino a 10 anni di carcere.

Il giudice Dipak Misra: “Criminalizzare i gay è incostituzionale

Alla base di tale decisione ci sono motivazioni chiaramente esplicate dal giudice capo, Dipak Misra: “Criminalizzare i rapporti omosessuali è irrazionale, arbitrario e manifestamente incostituzionale“.

Ed è festa grande tra le numerose associazioni indiane da anni impegnate nella difesa dei diritti civili degli omosessuali.

Una svolta che ha anche un carattere culturale e religioso. Se dal punto di vista legale, infatti, l’omosessualità non era accettata, in alcuni testi sacri indù e in alcune opere artistiche i rapporti tra persone dello stesso sesso venivano contemplati già secoli fa. A limitare la libertà sessuale sarebbe stato il retaggio musulmano degli scorsi secoli e il successivo dominio coloniale degli inglesi puritani. A redigere il famigerato codice penale contenente la ‘sezione 377’ erano stati infatti proprio i britannici.

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ultimo aggiornamento: 06-09-2018

Mauro Abbate

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