L’indice PMI manifatturiero di luglio 2019 scende a 46,5. In Italia si continua ad avere una situazione stagnante.

ROMA – Nuovo calo dell’indice PMI manifatturiero luglio 2019 nell’Eurozona. Come evidenziato dagli ultimi dati i numeri sono scesi da 47,6 a 46,5. Una soglia inferiore al 50 che divide l’espansione dalla contrazione. Un momento non semplice per il mondo dell’industria anche se c’è la possibilità di crescere nei prossimi mesi. I dati non sono positivi visto che per il sesto mese consecutivo c’è un segno meno. La speranza resta quella di invertire la rotta entro la fine dell’anno per avere una inversione di tendenza ed arrivare a quell’espansione che da tanto tempo chiedono i vertici di Bruxelles. Tra i Paesi europei da segnalare il crollo della Germania (non accadeva da sette anni n.d.r.) e una crescita lenta in Spagna e Francia.

La situazione dell’Italia

L’Italia può sorridere per quanto riguarda l’indice Pmi ma non per le attività delle imprese manifatturiere. Quest’ultime hanno segnato una stagnazione dovuta anche alla crescita zero del PIL. Discorso diverso, invece, per il primo che ha registrato un +0,1% rispetto al mese scorso. Una minima crescita da 48,4 a 48,5 che permette all’Italia di guardare con fiducia al futuro ma soprattutto smentire le stime che davano un calo a 48. Ma la fase di contrazione resta visto che il 50 continua ad essere molto lontano.

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Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Eurozona in contrazione

I dati confermano una fase di contrazione per l’Europa. La soglia al di sotto del 50 continua a preoccupare molto Bruxelles che spera in una crescita nei prossimi mesi per raggiungere quell’espansione che viene chiesta ormai da un po’ di tempo. Ma gli ultimi sei mesi non fanno pensare a qualcosa di buono anche se fino a dicembre è possibile invertire la rotta. Un minimo l’ha fatto l’Italia con una crescita del +0,1%, smentendo le stime che davano ancora una volta un segno meno.

ultimo aggiornamento: 02-08-2019


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