Il difensore dell’Inter Alessandro Bastoni ha parlato in conferenza stampa tornando sull’episodio con Kalulu nel match contro la Juventus.
Il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, lo aveva già difeso ma adesso è toccato a lui rompere il silenzio e tornare su quanto accaduto nel match contro la Juventus. Alessandro Bastoni, difensore nerazzurri, è intervento in conferenza stampa rispondendo anche alle polemiche sull’episodio controverso che lo ha visto coinvolto insieme al rivale bianconero Kalulu.

Inter, Bastoni dopo il caso con Kalulu
“L’essere umano deve avere il diritto di sbagliare ma anche il dovere di riconoscerlo. Quindi sono qui per questo”. Non si è nascosto Alessandro Bastoni dopo il caso che lo ha visto coinvolto in Inter-Juventus legato al contatto con Kalulu che ha portato all’espulsione del rivale della Juventus. Il centrale nerazzurro ha aggiunto in conferenza stampa prima della gara contro il Bodo in Champions: “Dal punto di vista personale la vicenda non mi ha segnato, sono esposto e abituato alla gogna mediatica come l’ha definita giustamente il presidente. Ma sono capace di gestire“.
Bastoni ha espresso dispiacere “per mia moglie e mia figlia, si è ritrovata auguri di malattia o minacce di morte che non stanno né in cielo né in terra. Come mi dispiace per l’arbitro La Penna. Per persone meno abituate a stare così esposte. Mentalmente sto molto bene, è successa la stessa cosa a parti inverse quando è stato concesso rigore al Liverpool: non è stato fatto il mio processo a Wirtz… Chivu è stato coerente. Ora ho tanta voglia di scendere in campo. Non sono compromesso né dal punto di vista mentale né fisico”.
Il contatto e il gesto successivo
Prima di intervenire in conferenza, Bastoni aveva fatto una sorta di mea culpa anche ai microfoni di Sky: Si è parlato tanto di quanto successo sabato, ho aspettato qualche giorno per rivedere quello che è successo e capire le differenze rispetto a quello che ho percepito io in campo. Ho sentito un contatto con il mio braccio che, rivedendo le immagini, è stato assolutamente accentuato. Per questo sono qui, per ammetterlo e prendermi le mie responsabilità. Ma la cosa per cui mi dispiaccio di più è il comportamento successivo all’espulsione. Quindi sono qui perché un essere umano ha il diritto di sbagliare, ma ha anche il dovere di riconoscere l’errore“.