Bonomi: “Il Governo si è avvicinato alle nostre idee. Sul Recovery Fund non si può fallire”

Bonomi: “Il Governo si è avvicinato alle nostre idee. Sul Recovery Fund non si può fallire”

L’intervento di Bonomi a Ucimu-Sistemi per Produrre: “Cerco di essere collaborativo e propositivo con il Governo”.

ROMA – Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, è intervenuto all’assemblea di Ucimu-Sistemi per Produrre. Il numero uno di viale dell’Astronomia si è soffermato sul dialogo con il Governo: “A parole ho visto un avvicinamento alle nostre idee – ha ammesso il manager riportato da La Repubblicacerco di essere collaborativo e propositivo come Confindustria ha sempre fatto“.

Recovery Fund, Bonomi: “Non possiamo fallire”

Il presidente di Confindustria è ritornato a parlare del Recovery Fund ribadendo che “non si può fallire“. “L’Europa – ha aggiunto – non sta dicendo come verrà ripagato quel debito aggiuntivo che verrà fatto con questa misura. Si tratta di 143 milioni di euro da restituire e che si vanno ad aggiungere al debito pubblico che abbiamo accumulato in questi anni. E secondo voi su chi metteranno le tasse per ripagare il debito? Secondo me sulle imprese“.

Un passaggio anche sul patto di stabilità: “La sospensione è a tempo e prima o poi qualche Paese virtuoso, una volta che sarà rientrato dal suo prestito, dirà che anche gli altri devono rientrare e le imprese potrebbero pagare il prezzo più alto“.

Carlo Bonomi

Aumento salariale, Bonomi: “Impossibile aumentare gli stipendi”

Da parte di Bonomi c’è stata una chiusura all’aumento salariale, avanzata nei giorni scorsi dai sindacati: “In questo momento è impossibile, siamo in un periodo di recessione […]. Si può puntare sulla previdenza complementare, sulla produttività […]. Dove c’è normale dialettica noi i contratti li rinnoviamo, dove si vuole fare i furbi, fare una forzatura e non rispettare le regole no […]. I patti si rispettano, poi si può dire che le condizioni siano cambiate, ma non ci sto quando ci definiscono furbetti. Il settore industriale ha il 57% dei contratti scaduti, il pubblico il 98%. E’ un problema di narrazione della questione“.