L’intervista di Liliana Segre al Corriere della Sera: “Se mi proponessero la presidenza della Commissione direi di sì. Con Salvini abbiamo scelto la riservatezza”.

Intervenuta ai microfoni de il Corriere della Sera, Liliana Segre ha parlato della commissione che tanto ha fatto discutere la politica e l’opinione pubblica, del rapporto con i leader del Centrodestra e del suo perenne impegno nella difesa della memoria.

Liliana Segre al Corriere della Sera: “Se a quasi 90 anni finisci bersagliata da insulti credo sia normale la tentazione di mollare, Però dura poco”

Nella prima parte della sua intervista al Corriere della Sera, Liliana Segre ha parlato della rivoluzione cui ha dovuto far fronte nelle ultime settimane di fronte agli insulti sulla rete e alla decisione delle autorità di assegnarle la scorta.

“La tentazione di abbandonare il campo ogni tanto si affaccia. Se a quasi 90 anni finisci bersagliata da insulti, sotto scorta, senza più la vita semplice e riservata di prima, credo sia normale chiedersi “ma chi me l’ha fatto fare?”. Però dura poco, non sono una che si arrende facilmente”.

Liliana Segre
Roma 24/03/2018 – elezione del Presidente del Senato della Repubblica Italiana / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Liliana Segre

Segre, “Pronta a guidare la Commissione”

La Segre ha poi dato la sua disponibilità a presiedere la Commissione nata per sua iniziativa.

“Se me la propongono, sono dell’idea di dire sì. Sono stata in dubbio e certo il calendario degli anni non va indietro. Ma io credo in questa Commissione, dunque spero di reggere”.

Ma di cosa si tratta? La Commissione che ho proposto non può giudicare né censurare nessuno e non può cambiare le leggi. Si tratta di studiare un fenomeno, di avanzare proposte su un problema per cui tutti, anche gli esponenti dell’opposizione quando parlano a telecamere spente, si dichiarano allarmati. L’odio in rete dilaga. La convinzione di agire in una zona franca e nell’anonimato sta producendo un imbarbarimento, una sorta di bullismo su larga scala, che le leggi esistenti non riescono a contenere“.

La vita sotto scorta

Inevitabile un commento sull’assegnazione della scorta, che ha suscitato sdegno anche all’estero.

“Né io né i miei familiari abbiamo chiesto nulla. Il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico della Prefettura di Milano ha ritenuto di garantirmi una tutela, che è una forma di protezione più blanda della scorta. Naturalmente sono rimasta di stucco: a quasi 90 anni e per la sola colpa di essere una sopravvissuta alla Shoah e di esporre pacatamente i miei convincimenti, c’è bisogno che sia tutelata la mia sicurezza. È certo un condizionamento nella vita privata e mi disturba l’idea di essere un peso per lo Stato, però i carabinieri che mi accompagnano sono ragazzi meravigliosi che mi hanno adottata come una nonna, non solo con professionalità, ma anche con affetto”.

Liliana Segre, il caso della cittadinanza onoraria a Biella

La senatrice a vita ha parlato anche del caso della cittadinanza onoraria conferita da Biella ad Ezio Greggio dopo averla negata proprio alla Segre. La questione si è conclusa con il conduttore che ha rifiutato il riconoscimento per rispetto della donna e con le scuse del sindaco di Biella.

“Avere creato imbarazzo a quelle giunte mi dispiace. Il caso di Biella è stato però l’occasione di ricevere un fiore raro come il gesto di Greggio, che è molto più di una cittadinanza”.

Incontro Segre-Salvini, “Ci siamo impegnati entrambi alla riservatezza”

Anche Liliana Segre ha mantenuto il massimo riserbo sull’incontro con Matteo Salvini, I due si sono effettivamente visti lontani dai riflettori ma il contenuto della loro discussione resta riservata.

“Non voglio dire nulla perché ci siamo impegnati entrambi alla riservatezza per evitare strumentalizzazioni politiche. In ogni caso incontrarsi e parlarsi, a maggior ragione tra due colleghi senatori e concittadini milanesi, più che un gesto di civiltà dovrebbe essere considerato un fatto normale“.

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ultimo aggiornamento: 22-11-2019


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