Inzaghi: “Al Milan mi è andata male, ma ultimamente è andata male a tutti lì”

L’attuale tecnico del Venezia: “Ringrazierò sempre i rossoneri per avermi dato l’opportunità di allenare laddove ho vinto tutto“.

chiudi

Caricamento Player...

Il tecnico del Venezia Filippo Inzaghi, ex giocatore e allenatore rossonero, si è raccontato in una lunga intervista alla rivista ‘Undici’. Queste alcune delle sue parole: “Tra il ritiro da calciatore nel 2012 a 28 anni e la prima esperienza da allenatore negli allievi del Milan sono passate pochissime settimane. Questo mondo è la mia vita, sapevo che dovevo rimanerci. Il Milan mi aveva dato la possibilità di allenare gli allievi, è partito tutto da lì. Diciamo che mio fratello Simone è stato molto importante in questa scelta, perché allenava già da tre anni le giovanili della Lazio e lo vedevo molto felice, gratificato dalle emozioni che gli trasmettevano i ragazzi. Perciò mi sono detto: perché non ci provo anche io?“.

Inzaghi: “Vado avanti per la mia strada

SuperPippo è sempre lui, coerente con le proprie idee anche dopo l’avventura non positiva sulla panchina del Milan: “Non è cambiato niente, vado avanti per la mia strada con le mie convinzioni. Chiaro che un allenatore impara ogni giorno, io imparerò anche quando avrò 60-70 anni. Quando avverto grande fiducia nelle mie qualità, di solito i risultati arrivano. Al Milan mancava questa fiducia? No, c’era. Il Milan mi ha dato una grande possibilità: quella di allenare a 40 anni la squadra dove ho vinto tutto. Non è andata bene, ma di questi tempi al Milan non è andata bene a nessuno. Quella stagione non ha intaccato le mie convinzioni, anzi, devo dire che le ha rafforzate. Tutto quello che è successo mi è servito. Se è stato sbagliato mandarvi via dopo un solo anno? Non lo so, magari avrei continuato a fare male… Forse è stato meglio così, non lo so. Sinceramente non mi pongo questo problema. Io vado avanti per la mia strada e basta“.

Inzaghi e il nuovo Milan

L’ex attaccante rossonero ha quindi parlato del nuovo Milan: “Quello che hanno fatto Berlusconi e Galliani rimarrà nella storia. Per il bene che voglio al Milan e ai suoi tifosi mi auguro che questa proprietà riporti la squadra ai fasti di un tempo. La cosa più bella che ricordo fu prima della finale di Champions di Atene contro il Liverpool. Stavamo mangiando a Milanello e mi vennero a chiamare perché il presidente mi voleva al telefono. Mi chiese di promettergli che avrei fatto gol, io gli risposi che non era semplice. Quella telefonata è stata di buon auspicio. Atene è stato il punto più alto della mia carriera, non mi è mai capitato di non dormire per dieci notti di fila. Ho pensato che fosse tutto un sogno. Poi quell’anno fu meraviglioso, perché oltre ai due gol di Atene segnai a Montecarlo in Supercoppa e due volte nella Coppa del Mondo per club. Cinque gol in tre finali, nessuno ci è riuscito, né Messi né Ronaldo. È qualcosa che mi rende orgoglioso“.