Continua il clima di guerra tra Israele, Usa e Iran con Teheran che avrebbe eletto la nuova guida suprema e controllerebbe lo stretto di Hormuz.
Dopo la raffica di missili di Israele e Usa sull’Assemblea dove si eleggeva la nuova guida suprema iraniana, ecco che i media dell’Iran hanno fatto sapere che è stato eletto il successore di Khamenei. Si tratterebbe del figlio, Mojtaba Khamenei. Intanto Teheran ha annunciato di avere il controllo dello Stretto di Hormuz, luogo cruciale per le economie internazionali.

Iran: il figlio di Khamenei eletto nuova guida suprema
Dato inizialmente per morto insieme al padre nel raid israelo-americano che sabato ha ucciso l’Ayatollah Ali Khamenei, Mojtaba Khamenei è invece riemerso al centro della scena politica iraniana. L’agenzia di stampa Mehr ha riferito, infatti, che l’uomo risulti essere sano e salvo. In particolare che sia rimasto illeso nell’attacco in cui sono morti suo padre, sua moglie e altri familiari.
Non solo. Secondo quanto riporta Iran International, l’Assemblea degli esperti, riunita online dopo l’attacco contro la sede di Qom, lo ha scelto come nuova Guida Suprema dell’Iran.
Teheran e lo Stretto di Hormuz
Al netto delle voci relative alla nuova guida suprema iraniana, Teheran ha fatto sapere di controllare la zona cruciale dello Stretto di Hormuz. In particolare, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha affermato di avere il “controllo totale” dello Stretto di Hormuz, un punto di strozzatura chiave per il commercio mondiale di petrolio all’ingresso del Golfo Persico. A renderlo noto sono stati i pasdaran. “Attualmente, lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo totale della Marina della Repubblica Islamica”, ha detto Mohammad Akbarzadeh, un alto funzionario delle forze navali dell’Irgc, come riportato dall’agenzia di stampa Fars.
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato nelle scorse ore che la Marina statunitense potrebbe scortare le petroliere “se necessario” attraverso lo stretto per impedire appunto problematiche legate all’Iran.