La salma di Ali Khamenei, ucciso durante gli attacchi Usa e israeliani, è giunta al complesso religioso della Grande Moschea di Mosalla a Teheran in vista dei funerali.
Le esequie della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, morto negli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele, sono iniziate la mattina del 3 luglio presso il complesso religioso della Grande Moschea di Mosalla, a Teheran. Numerose delegazioni straniere stanno rendendo omaggio alla salma del leader iraniano durante una cerimonia destinata a concludersi con la sepoltura prevista per il 9 luglio.

I dettagli sulla salma di Khamenei esposta
Accanto al feretro di Khamenei sono state esposte anche le salme dei suoi familiari, deceduti nei raid israelo-americani avvenuti nel mese di febbraio. Le autorità iraniane hanno inoltre confermato che, fino al termine delle celebrazioni funebri, ogni negoziato con Washington resterà sospeso. Nel frattempo, l’attività diplomatica prosegue con l’obiettivo di favorire una conclusione del conflitto che coinvolge l’Iran.
Sul piano internazionale, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri di Teheran e riportato da Al Jazeera, i due hanno discusso dei più recenti sviluppi regionali e internazionali, affrontando anche la situazione nello Stretto di Hormuz e il processo di attuazione dell’accordo volto a porre fine all’aggressione militare del regime sionista contro il Libano.
La situazione a livello internazionale
L’agenzia di stampa turca Anadolu riferisce inoltre che Guterres avrebbe espresso il proprio cordoglio per la morte di Ali Khamenei, manifestando vicinanza al governo e alla popolazione iraniana in questo momento di lutto. La conversazione tra il capo della diplomazia iraniana e il segretario generale dell’ONU si inserisce nel contesto dei continui sforzi diplomatici in corso nella regione.
Tra i principali temi vi sono l’attuazione del memorandum siglato tra Teheran e Washington con la mediazione di Islamabad, le iniziative per favorire la de-escalation in Libano e le questioni legate alla sicurezza marittima nell’area del Golfo.