Strage Nuova Zelanda, l’Isis pronta a vendetta: “Colpiremo cristiani nelle chiese”

L’Isis minaccia “vendetta” dopo la strage avvenuta in Nuova Zelanda. La Jihad esorta i musulmani a rispondere alla “guerra dei Crociati”.

La strage di venerdì scorso in Nuova Zelanda rischia di provocare altro sangue.

L’Isis chiama alla Jihad

Su Telegram, infatti, diversi gruppi affiliati a Al Qaeda hanno postato immagini di fucili mitragliatori e bandiere dello Stato Islamico, parlando del massacro avvenuto nelle moschee di Christchurch come di “guerra dei Crociati” contro i musulmani e promettono di rispondere con il “linguaggio del sangue”.
Sul canale Telegram filo Isis Al-Asyaf Al Baghdadi, l’appello è “a versare il sangue dei Crociati”, mentre altri siti citati dal Site incitano ad attaccare “le chiese”.

Attentato Nuova Zelanda
Fonte foto: https://www.facebook.com/SkyTG24/videos

Le chiese a rischio

L’Isis ha promesso di vendicare la strage di fedeli musulmani avvenuta nelle moschee di Al Noor e al Centro Islamico di Linwood. Lo Stato islamico ha esortato i militanti a nuovi attacchi nelle chiese.
In Nuova Zelanda l’allerta resta sempre altissima: la polizia ha chiuso l’aeroporto di Dunedin dopo la segnalazione di un dispositivo sospetto.

La strage di Tarrant

La strage di venerdì 15 marzo a Christchurch ha provocato 50 morti: il bilancio è salito nelle ultime ore a causa del decesso di uno dei feriti più gravi. L’autore del massacro è Brenton Tarrant, un australiano di 28 anni, il quale si è autodefinito un suprematista bianco. Il killer, nel frattempo, è stato minacciato da gang locali, di cui alcuni membri sono detenuti. Un legale ha dichiarato che Tarrant dovrebbe essere messo in isolamento, in regime carcerario separato.

ultimo aggiornamento: 18-03-2019

X