I carabinieri del Nas hanno ispezionato 232 Rsa d’intesa con il Ministero della Salute. Riscontrate 37 irregolarità, 11 persone sono state deferite dall’autorità giudiziaria.

ROMA – Le Rsa sono state oggetto di numerose ispezioni da parte dei carabinieri del Nas, d’intesa con il Ministero della Salute. I controlli si sono resi necessari dopo gli ultimi casi di cronaca, acuiti dalla situazione Covid.

Ispezioni dei Nas

I militari dei Nuclei Antisofisticazione e Sanità (Nas) hanno realizzato nell’ultima settimana 232 ispezioni presso strutture sanitarie e socio-assistenziali, quali Residenze Sanitarie Assistite e di lungodegenza, case di riposo, comunità alloggio, con la finalità di accertare la regolare attuazione delle misure di contenimento e prevenzione alla diffusione epidemica e individuare eventuali situazioni di insufficiente erogazione di servizi assistenziali e di mancato possesso dei titoli abilitativi professionali da parte degli operatori, propedeutici a episodi di omessa custodia e maltrattamento.

Irregolarità e denunce

In 37 strutture sono state riscontrate irregolarità, contestando, complessivamente, 59 violazioni, di cui 9 penali e 43 amministrative; sono state deferite all’autorità giudiziaria 11 persone e segnalate ulteriori 42.

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Le Rsa, storia e funzioni

Le residenze sanitarie assistenziali, introdotte in Italia a metà degli anni novanta, sono strutture non ospedaliere ma comunque a impronta sanitaria, che ospitano per un periodo variabile da poche settimane al tempo indeterminato persone non autosufficienti, che non possono essere assistite in casa e che necessitano di specifiche cure mediche di più specialisti e di un’articolata assistenza sanitaria.
Secondo il GNPL National Register, la banca dati realizzata dal Garante nazionale per la geolocalizzazione delle strutture sociosanitarie assistenziali sul territorio italiano, al 2020 le Rsa in Italia sono 4.629 (contro le 2.475 nel 2007).
Durante la pandemia di COVID-19 in Italia, sono finite al centro di inchieste giudiziarie molte delle Rsa per non aver rispettato i protocolli di sicurezza e aver causato l’esplosione di grossi focolai di contagio, nonché la conseguente morte di un numero di anziani pari a circa 6.000-7.000 in un arco temporale di due mesi.

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ultimo aggiornamento: 17-11-2020


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