Un doppio attentato terroristico ha scosso in serata la Turchia

Le lancette indicano le 22.28 locali. È l’ora che in molti a Istanbul ricorderanno nei prossimi mesi. L’ora dell’inferno scoppiato fuori dallo stadio. Trentotto morti nella capitale turca, tra cui sette civili, e oltre cento feriti. È accaduto nella serata di ieri ed con i primi riscontri sui media il pensiero di molti, da ogni parte del mondo, è tornato sui crudeli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015. È stato un attacco terroristico pianificato su doppio fronte: lo stadio, con un’autobomba lanciata contro un bus di poliziotti in tenuta anti-sommossa, e un’esplosione suicida nei pressi di Macka Park. Allo BJK İnönü, l’impianto dei bianconeri che può contenere circa 42.000 persone, si era conclusa da due ore la partita di campionato Besiktas-Bursarpor.

38 vittime, tutti agenti

Nei minuti prossimi alle esplosioni, il ministro dell’interno Suleyman Soylu aveva parlato di almeno venti feriti. Il bilancio delle vittime però è cresciuto nelle ore successive. Almeno trentotto, quasi tutti agenti delle forze dell’ordine. Nessun tifoso invece è stato coinvolto negli attacchi, a confermarlo una nota del Bursaspor.  È un “crudele attentato terroristico, che vuole minacciare l’unità della nazione“, ha dichiarato il ministro dello sport Akif Cagatay Kilic.

Le indagini

Pare evidente, inoltre, che l’obiettivo non fossero i civili, bensì gli agenti anti-sommossa. Ecco quindi che in queste ore il governo sta cercando di concentrare le attenzioni sugli scissionisti del Pkk. E di fare luce su quanto accaduto. Non si esclude nulla. Restano in piedi anche altre due piste: il coinvolgimento dell’Isis o degli estremisti curdi del Tak.

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ultimo aggiornamento: 11-12-2016


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