L’Italia è pronta ad armare i suoi droni. L’intenzione è stata svelata dal Documento Programmatico Pluriennale.

ROMA – L’Italia si prepara ad armare i suoi droni. Come riportato dall’Ansa, nel Documento Programmatico Pluriennale del ministro della Difesa è stata confermata la volontà di fare questa cosa anche in ottica dell’emergere dei nuovi scenari.

Dal Nagormo Karabah, alla Libia, hanno mostrato la rilevanza sui campi di battaglia del drone armato – si precisa nel documento – ed hanno fatto cadere incertezze e resistenze di natura etica che finora avevano impedito il compimento di tale passo“.

Nessun dettaglio dalla Difesa

Nessun dettaglio dalla Difesa. Il Ministero non ha ancora fornito ulteriore informazioni su questo piano e non è chiara neanche la tipologia di armi che verrà integrata sui velivoli.

Sicuramente nei prossimi mesi ci saranno ulteriori informazioni. Il lavoro resta molto importante e non escludiamo degli interventi con i droni già in futuro. Il quadro mondiale è in continuo aggiornamento e con questa decisione Roma vuole far fronte a nuovi conflitti. Fino a questo momento, questi tipo di velivoli sono stati utilizzati solamente per ricognizione e c’è sicuramente grande curiosità per avere altri dettagli su questo droni, che saranno messi in campo per poter rispondere presenti in alcuni territori.

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Mario Draghi
Mario Draghi

Batacchi: “Soldati più sicuri

Batacchi, direttore della Rivista italiana di difesa, ha precisato che “la nostra non disponibilità di armamento a bordo dei Predator/Reaper, ad esempio in Afghanistan, ha messo a rischio la vita dei nostri soldati a terra, con perdite che altrimenti potevano essere evitate. Adesso si è deciso di armare gli Uav classe Male Reaper e i comandanti sul terreno potranno disporre di una fondamentale opzione per proteggere le forze a terra e per neutralizzare eventuali minacce prima che queste possano manifestarsi“. Si tratta, quindi, di un’arma fondamentale per poter affrontare al meglio gli scenari futuri.


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