Italia: età pensionabile a 70 anni, cosa prevede l’OCSE e da quando scatterà
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Direttore: Franco Ferraro

Italia: età pensionabile a 70 anni, cosa prevede l’OCSE e da quando scatterà

pensione anziani

L’età pensionabile in Italia supererà i 70 anni entro il 2067. Lo prevede l’OCSE nel report “Pensions at a Glance 2025”.

Negli ultimi anni, il dibattito sul futuro del sistema pensionistico italiano si è fatto sempre più urgente. La recente analisi dell’OCSE “Pensions at a Glance 2025” ha messo in evidenza un dato allarmante: in Italia chi inizia a lavorare oggi andrà in pensione ad almeno 70 anni. Una prospettiva che non deriva da ipotesi astratte, ma da dati demografici concreti e proiezioni economiche difficili da ignorare.

La causa principale di questo aumento è il forte invecchiamento della popolazione. Secondo le proiezioni, da qui al 2050 la percentuale di over 65 rispetto alla popolazione in età lavorativa crescerà di oltre il 25%. Se oggi ci sono circa 39 anziani ogni 100 persone attive, nel 2050 ce ne saranno più di 64. A questo si aggiunge un calo previsto della popolazione lavorativa: in Italia, si stima un crollo di oltre il 35%, uno dei peggiori dati tra i Paesi OCSE. Questa doppia pressione — più pensionati da sostenere e meno lavoratori che versano contributi — rende il sistema sempre più fragile.

Pensione
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Quando scatterà la soglia dei 70 anni per andare in pensione

La soglia dei 70 anni di età per la pensione non è solo una previsione dell’OCSE, ma trova conferma anche nelle stime ufficiali della Ragioneria generale dello Stato, basate sui dati Istat. Secondo queste previsioni, sarà il 2067 l’anno in cui si raggiungerà per legge il requisito anagrafico di 70 anni per la pensione. I primi a sperimentarlo saranno i nati nel 1997, che avranno così una carriera lavorativa molto più lunga rispetto alle generazioni precedenti.

Chi inizia oggi a lavorare, ad esempio a 22 anni, potrà andare in pensione nel 2073, all’età di 70 anni e quattro mesi. Chi invece riuscirà ad avere una carriera continua, potrà puntare sulla pensione anticipata nel 2071, con 46 anni e un mese di contributi, ma comunque a 68 anni di età. Tutto questo, ovviamente, a legislazione invariata.

Perché sarà difficile tornare indietro

Il problema centrale è che, già oggi, la spesa pubblica per le pensioni in Italia rappresenta circa il 16% del PIL, uno dei valori più alti tra i Paesi OCSE. Almeno un quarto di questa cifra non è coperta dai contributi dei lavoratori, ma da fondi statali. Con sempre meno persone attive e sempre più anziani, questa situazione è destinata a peggiorare.

Alla luce di questi dati, l’innalzamento dell’età pensionabile non è una scelta politica, ma una necessità economica. Solo interventi strutturali, come l’aumento della produttività o l’incremento dell’occupazione giovanile e femminile, potrebbero attenuare questa tendenza. Senza cambiamenti radicali, il destino dei futuri pensionati italiani sembra già segnato.

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ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2026 10:15

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