Italia, parla Ventura: “Le sconfitte non hanno una sola verità”

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L’ex commissario tecnico azzurro scrive all’Ansa: “Ho lavorato con tutto me stesso, con serietà e professionalità”, ha affermato Ventura.

Dopo la serataccia di San Siro, l’esonero e le critiche (senza dimenticare le offese) ricevute, Gian Piero Ventura rompe il silenzio. E lo fa a modo suo, col solito fare garbato. L’ex commissario tecnico, scaricato da Carlo Tavecchio dopo la mancata qualificazione al Mondiale, ha scritto una lettera all’Ansa: “Sono stati, e sono, giorni difficili e di profondo dispiacere – ha dichiarato – provo una sensazione di incompiutezza dal momento in cui non ho raggiunto il traguardo dei Mondiali. Guidare la Nazionale mi ha trasmesso senso di appartenenza ed orgoglio mai provati prima perché non ci può essere niente di più grande. Ho lavorato con tutto me stesso, con serietà e professionalità: non sono riuscito là dove ero convinto di farcela alla guida di un gruppo di ragazzi che non smetterò mai di ringraziare. Ho lavorato anche per preparare i più giovani al grande salto che potevano, e possono, ancora fare in modo da arricchire tutto il nostro movimento”.

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L’amarezza di Ventura è palpabile: “Nel calcio – ha aggiunto l’allenatore 69enne – le vittorie sono sempre il prodotto del merito di tanti. Allo stesso tempo le sconfitte, soprattutto quelle più dolorose, non si possono spiegare con una sola verità: nel momento dell’insuccesso bisogna dare risposte ad una lunga serie di interrogativi. Ora nel momento della ripartenza sarò il primo tifoso: al mio successore auguro di riportare l’Italia dove merita”.

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ultimo aggiornamento: 17-11-2017

Salvo Trovato