I giudizi negativi delle agenzie di rating sull’Italia aumentano il rischio legato all’aumento dell’Iva paventato nel Def.

L’economia italiana evita la stangata ma prende un’altra ammonizione, questa volta dalla Standard&Poor’s, che non rivede al ribasso le stime di rating per l’Italia ma tiene alta la tensione sul nostro paese aumentando il rischio di dover ricorrere all’aumento dell’Iva nella speranza di scongiurare il ricorso a una manovra correttiva.

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Standard&Poor’s, giudizio negativo per l’Italia

L’analisi di Standard&Poor’s ha comunque risvolti negativi sulla situazione italiana. La bocciatura port con sé infatti un clima di sfiducia che si ripercuote sullo spread (come monitorarlo e che cos’è). Questo comporta una spesa per le casse dello Stato che perdono miliardi solo per la mancanza di fiducia degli investitori che si riflette in maniera concreta in prestiti con tassi di interesse svantaggiosi per il nostro paese.

Bankitalia
fonte foto https://www.facebook.com/tatiana.dellolio

Contraccolpo sull’economia italiana

La situazione ha evidentemente e inevitabilmente un contraccolpo negativo sull’economia italiana. Le stime e le previsioni contenute nel Documento di Economia e Finanza non possono ovviamente tenere conto di fattori variabili come il valore dello spread. Si tratta di fatto di spese impreviste che gravano sui bilanci dello Stato rallentandone la crescita.

Rischio collegato all’aumento dell’Iva

Il rischio principale è collegato al possibile aumento dell’Iva contemplato anche dal Documento di Economia e Finanza redatto dal governo italiano. Nel caso in cui la crescita non dovesse rispecchiare le aspettative il Ministero dell’Economia potrebbe essere costretto a ricorrere all’aumento dell’Iva per scongiurare il rischio di una manovra correttiva.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 28-04-2019


Incidenti sul lavoro, maglia nera a Taranto per vittime di tumori

Pace fiscale, i commercialisti al Governo: prorogate la scadenza