Le vicende legate all’attacco di Israele e Usa all’Iran con l’uccisione di Khamenei ha portato Italo Bocchino a dire la sua.
L’escalation tra Israele, Usa e Iran ha portato alla morte del leader supremo iraniano Khamenei. Una situazione che ha generato ulteriori tensioni e che sta avendo, per ovvie ragioni, un grosso impatto globale. Della situazione del Medio Oriente e non solo ha parlato Italo Bocchino, dichiarando apertamente di “non piangere Khamenei”.

La morte di Khamenei: il commento di Italo Bocchino
Intervenuto nel corso della trasmissione ‘In Onda’ su La7, Italo Bocchino ha commentato le ultime vicende legate agli attacchi tra Israele, Usa e Iran con alcuni di essi che hanno portato alla morte della guida suprema iraniana Khamenei. “Abbiamo eliminato molti leader diciamo di questo governo di tiranni che ha schiacciato le donne, gli uomini, i giovani, gli omosessuali… Insomma, quindi non lo piangiamo. Io non piango Khamenei“, ha sentenziato Bocchino in diretta.
Le mosse di Donald Trump: la visione del giornalista
Bocchino ha quindi descritto il governo iraniano come responsabile di violenze e limitazioni delle libertà fondamentali e la decisione di Trump e di Israele di intervenire è stata, di fatto, paragonata all’azione americana in Venezuela. Sempre durante ‘In Onda’, infatti, il giornalista ha detto: “Io non penso che gli Stati Uniti vogliano andare con le scarpe nel fango. È la stessa operazione Maduro. Sappiate che adesso quelli che si insedieranno devono garantire libertà alla popolazione e devono andare d’accordo con noi”.
E ancora: “Perché ovviamente bisogna evitare il pericolo che l’Iran rappresentava, visto che già era armata per raggiungere l’Europa e Israele. Si armava per andare anche oltreoceano. È chiaro allora che uno si difende di fronte a certe persone che sono dei dittatori, pazzi e sanguinari pericolosi”, ha concluso il suo pensiero in studio Bocchino.