Botta e risposta tra Italo Bocchino e Marco Travaglio su uno dei temi maggiormente discussi del momento che riguarda le scuole e gli stranieri.
Italo Bocchino difende Giorgia Meloni e replica a Marco Travaglio sul tema della scuola e sulle nuove misure annunciate dalla presidente del Consiglio. Il confronto è andato in scena nello studio di Otto e Mezzo, il programma di La7 condotto da Lilli Gruber, dove si è discusso del possibile tetto alla presenza di studenti stranieri nelle classi e delle altre disposizioni anticipate dalla premier. Il tema è stato affrontato in modo molto serio anche dal Ministro dell’Istruzione Valditara nelle scorse ore.

Italo Bocchino sostiene la Meloni
Meloni ha annunciato l’introduzione di un numero massimo di studenti stranieri per classe e l’obbligo, per i genitori di studenti stranieri con gravi difficoltà di inserimento scolastico, di imparare l’italiano. Tra le misure indicate anche il divieto di burqa e hijab a scuola, accompagnato dall’affermazione: “A scuola si va a viso scoperto, la parità tra uomo e donna non è negoziabile”.
Bocchino sostiene che la scuola debba comunque mantenere una funzione inclusiva e respinge l’idea che Meloni stia cercando di rincorrere Roberto Vannacci. “La scuola dev’essere inclusiva, Mattarella ha detto la cosa più giusta, ma dev’essere inclusiva anche per quei ragazzi italiani che possono trovarsi in scuole-ghetto per loro”, ha spiegato. Secondo Bocchino, in alcuni quartieri può accadere che in una classe ci siano “5 ragazzi italiani con 25 ragazzi cinesi”, con conseguenti difficoltà nel vedere riconosciuto il diritto allo studio.
Per Bocchino, dunque, “la Meloni non lo insegue”. La norma sul limite agli studenti stranieri, ha aggiunto, esisteva già ma non veniva applicata perché amministrativa. Il ministro della Pubblica Istruzione Valditara avrebbe segnalato proprio questa situazione e le difficoltà denunciate da alcune famiglie.
Travaglio la pensa diversamente
Il discorso di Bocchino è andato nel senso opposto a quello del suo interlocutore. Travaglio legge invece le decisioni in modo completamente diverso. “Sono misure necessarie e urgenti per lei”, sostiene, collegandole all’inseguimento politico di Vannacci. Il direttore del Fatto quotidiano definisce inoltre “statisticamente inesistenti” i casi di burqa a scuola e contesta l’utilità delle nuove misure.
Infine, Travaglio richiama il tema della denatalità, sostenendo che il problema si sia aggravato anche durante l’attuale governo e auspicando un intervento del presidente della Repubblica sui decreti.