John Dillinger fu il rapinatore più famoso degli Stati Uniti negli anni Trenta. La sua fuga, le evasioni e la morte a Chicago lo hanno trasformato in un simbolo della cronaca americana.
Ci sono criminali che finiscono per diventare più grandi della loro stessa epoca, John Dillinger è uno di questi. Negli Stati Uniti degli anni Trenta il suo nome divenne sinonimo di rapine in banca, evasioni spettacolari e inseguimenti senza fine, fino al punto da essere indicato come “Public Enemy No. 1”. La sua carriera criminale durò poco più di un anno, ma bastò per trasformarlo in una delle figure più note della cronaca americana.
Nato a Indianapolis il 22 giugno 1903, Dillinger ebbe una giovinezza turbolenta e finì presto in prigione per una rapina. Proprio il carcere segnò una svolta decisiva nella sua vita: una volta uscito, tornò a delinquere con una banda che tra il 1933 e il 1934 mise a segno una lunga serie di assalti a banche e arsenali, attirando su di sé l’attenzione delle autorità federali e dei giornali di tutto il Paese.
John Dillinger: le rapine, le evasioni e la fama del nemico pubblico numero uno
Il nome di Dillinger crebbe soprattutto per la combinazione di violenza, velocità e audacia. Secondo le ricostruzioni più note, lui e i suoi uomini rapinarono 11 banche e sottrassero oltre 300.000 dollari, in un periodo in cui l’America era ancora segnata dalla Grande Depressione.
A rendere tutto ancora più clamoroso furono le continue fughe: riuscì a sfuggire più volte alla cattura e il suo episodio più famoso resta l’evasione del 3 marzo 1934 dal carcere di Crown Point, considerato all’epoca quasi inespugnabile, usando una pistola finta ricavata dal legno e annerita con lucido da scarpe.

Fu proprio quella fuga, seguita dal viaggio oltre confine con un’auto rubata, a dare al caso una dimensione pienamente federale. Da quel momento la caccia a Dillinger divenne una priorità assoluta per il Bureau guidato da J. Edgar Hoover, che lo trasformò nel simbolo della lotta ai gangster. Intorno a lui, intanto, cresceva una fama quasi cinematografica: per alcuni era un fuorilegge spietato, per altri una figura da leggenda nera americana, capace di sfidare apertamente la polizia e di uscire ogni volta di scena all’ultimo momento.
La morte fuori dal cinema e il caso che entrò nella leggenda
Il finale arrivò la sera del 22 luglio 1934 a Chicago. Dillinger trascorse le sue ultime ore al Biograph Theater, dove andò a vedere il film Manhattan Melodrama accompagnato da due donne. Secondo la ricostruzione dell’FBI, gli agenti lo stavano aspettando all’uscita grazie a una soffiata. Quando lasciò il cinema e cercò di allontanarsi, vennero esplosi cinque colpi da tre agenti federali; tre di quei colpi lo raggiunsero e Dillinger cadde sul marciapiede. Poco dopo fu portato all’Alexian Brothers Hospital, dove venne dichiarato morto alle 22:50.
La sua morte chiuse una delle cacce all’uomo più famose della storia americana, ma non mise fine al mito. Ancora oggi John Dillinger viene ricordato come il rapinatore che più di ogni altro incarnò l’epoca dei gangster: una vita breve, una sequenza di rapine ed evasioni, e una fine violentissima davanti a un cinema che lo trasformò definitivamente in leggenda nera della cronaca statunitense.