Il fondatore di WikiLeaks, Assange, resta a Londra. Respinta la richiesta di estradizione.

LONDRA (INGHILTERRA) – Negata la richiesta di estradizione di Assange avanzata dagli Stati Uniti. Da Londra è arrivata la sentenza sulla richiesta di estradizione presentata dagli Stati Uniti. I giudici hanno respinto la richiesta alla luce delle condizioni di salute del detenuto. Solo pochi mesi fa i medici avevano chiesto al governo inglese di iniziare il percorso di cure. Assange soffre di una seria forma di depressione, e prorpio le sue condizioni renderebbero impossibile o comunque sconsigliabile la sua estradizione. La palla passa nelle mani degli Stati Uniti che hanno confermato di voler presentare ricorso contro la sentenza.

Julian Assange

Julian Assange condannato a Londra per non aver rispettato la libertà vigilata

Una decisione da parte dei giudici che arriva alla vigilia di una sentenza molto importante. Domani, infatti, è in programma la prima udienza per la richiesta di estradizione degli USA per presunta ‘pirateria informatica’. Si tratta di un percorso lungo che potrebbe vedere il fondatore di WikiLeaks tornare in America per affrontare in prima persona il processo contro di lui.

Julian Assange è finito nel mirino di Washington ormai da diversi anni. Nel 2010 WikiLeaks ha pubblicato alcuni documenti riservati presi dal Pentagono. Questi contenevano fra l’altro prove di crimini di guerra commessi dalle forze americane in Iraq e Afghanistan.

Proprio per questo motivo subito dopo l’arresto a Londra, gli Stati Uniti hanno avanzato la richiesta di estradizione. Negli Usa Assange deve rispondere di 18 capi di imputazione e rischi 175 anni di carcere.

Gb, il giudice nega l’estradizione di Assange negli Stati Uniti

Il 4 gennaio 2021 la corte di un Tribunale della Gran Bretagna ha bloccato l’iter per l’estradizione di Assange negli Stati Uniti. La motivazione riportata dai principali quotidiani italiani è legata al fatto che, alla luce delle sue condizioni di salute, il detenuto rischierebbe il suicidio se trasferito in una prigione statunitense. Assange, ha evidenziato il giudice, soffre di una grave forma di depressione che non sarebbe conciliabile con il regime di detenzione con il quale dovrebbe fare presumibilmente i conti negli Stati Uniti. Si ipotizza ad esempio che il 49enne possa essere posto in isolamento. Gli Usa hanno 14 giorni di tempo per fare ricorso contro la sentenza. La partita quindi non è chiusa, ma solo rinviata.


Coronavirus, l’Italia di nuovo in Zona Rossa?

Scuola, in Veneto e Friuli slitta la riapertura delle superiori: Dad fino a fine gennaio