Juventus: ecco come gioca Paolo Montero, l’analisi tattica

Juventus: ecco come gioca Paolo Montero, l’analisi tattica

L’approccio tattico di Paolo Montero, ora allenatore della Juventus, che combina calcio posizionale e una fase difensiva aggressiva.

Paolo Montero, celebre per la sua grinta come calciatore, sta sorprendendo tutti come allenatore con una visione del calcio ben diversa da quella che molti ricordano.

Dall’idea del catenaccio a un gioco di posizione coraggioso

La Juventus Primavera di Paolo Montero offre uno spettacolo di gioco coraggioso e intraprendente, ben lontano dalla filosofia del catenaccio. Questo stile era già evidente nella sua prima esperienza da allenatore in Italia, con la Sambenedettese in Serie C. La sua squadra cercava di dominare il campo con un possesso palla organizzato e i principi del gioco di posizione. La dissonanza tra il personaggio Montero e il suo approccio tattico è palese, soprattutto quando i media continuano a etichettarlo come un “credente del catenaccio”.

Montero, in effetti, non si è mai sforzato di smentire queste etichette. Cinque anni fa, in un’intervista, disse: “Il calcio è calcio, non c’è mistero“. Questa affermazione riflette la sua visione del calcio come un continuo adattamento e rielaborazione di idee, piuttosto che una contrapposizione tra vecchio e nuovo. Montero crede che il calcio moderno non sia un’invenzione, ma una reinterpretazione di concetti consolidati.

Ispirazioni e tattiche di Montero

Tra i suoi riferimenti, Montero cita spesso ex allenatori come Capello, Lippi e Menotti. Tuttavia, il suo stile integra elementi del calcio posizionale spagnolo con una fase difensiva aggressiva, tipica della scuola sudamericana. La Juventus Primavera di Montero cerca sempre di costruire l’azione dal basso, attirando l’avversario per creare spazi. Una volta consolidato il possesso, la squadra attacca in modo posizionale, occupando tutti i canali offensivi e sfruttando i giocatori nei mezzi spazi.

Il modulo 3-4-1-2 permette ai bianconeri di schierare almeno cinque giocatori in fase offensiva, con i centrocampisti esterni che danno ampiezza e i tre attaccanti che si alternano tra profondità e mezzi spazi. La costruzione del gioco parte spesso con un 4+2, con un terzino che avanza e un altro che si abbassa, adattandosi alle situazioni di gioco.

Lavorare con una squadra Primavera offre a Montero la possibilità di sperimentare e formare i giovani calciatori per l’Under 23 e la prima squadra. Montero coinvolge attivamente i suoi giocatori nelle riunioni tattiche, dimostrando un approccio formativo e aperto. In una recente intervista, ha rivelato di aver cambiato il piano gara grazie al suggerimento di un giovane calciatore, una pratica che aveva visto fare a Lippi.

L’umiltà di Montero è la sua forza: un grande personaggio che non teme di mettersi al servizio degli altri. Il suo futuro come allenatore della prima squadra della Juventus è incerto, ma se accadesse, non sorprenderebbe nessuno.

Dopo l’esonero di Massimiliano Allegri per questioni comportamentali, Paolo Montero è stato scelto come traghettatore della Juventus per le ultime due partite di campionato contro Bologna e Monza. Questo nuovo incarico rappresenta un ulteriore banco di prova per Montero, che avrà l’opportunità di dimostrare le sue capacità anche al livello più alto.

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