Juventus, Kaio Jorge i numeri fanno sperare: modello Vlahovic

Juventus, Kaio Jorge i numeri fanno sperare: modello Vlahovic

Al primo anno in Italia Dusan Vlahovic aveva giocato meno del brasiliano Kaio Jorge, la Juventus aspetta la sua esplosione in bianconero.

I tifosi della Juventus aspettano ancora la prima partita da titolare di Kaio Jorge, ma il non giocare accompagna i dubbi sul vero valore del brasiliano. Domanda destinata a riaccendersi con la seconda esclusione dalla lista Champions anche per la fase ad eliminazione diretta, in contraddizione con la decisione di non farlo partire in prestito nel mercato di gennaio appena chiuso. Anche se c’è da dire che in difesa l’inserimento di un terzino era necessario. Proprio il grande acquisto del mercato di gennaio, il serbo Dusan Vlahovic, nell’attesa di vedere il debutto in bianconero contro il Verona può essere d’aiuto a rispondere alle domande su Kaio Jorge. O più facilmente, può esserlo il confronto tra la prima stagione italiana della nuova punta serba e quella del brasiliano.

Dusan Vlahovic

Il confronto tra i due bianconeri

Vlahovic arrivò in Italia nel 2018, più giovane di un anno esatto rispetto all’arrivo di Kaio Jorge oggi in bianconero. Un anno in più d’età e d’esperienza sono sicuramente un vantaggio nei confronti del Vlahovic appena arrivato alla Fiorentina. Vlahovic che però aveva altri due vantaggi rispetto a Kaio Jorge. Ambientarsi in Italia arrivando dal campionato serbo è più semplice che farlo arrivando dal Brasile. Inoltre, trovare spazio nella Fiorentina era sicuramente più facile di quanto sia nei bianconeri. Kaio Jorge dopo 23 giornate di campionato ha totalizzato quasi le stesse presenze e gli stessi minuti in campo collezionati da Vlahovic nell’intero campionato 2018-2019. Considerando tutte le competizioni, il brasiliano ha già raggiunto le stesse 10 presenze, avendo giocato anche 11 minuti in Coppa Italia. A parità di giornate, Vlahovic nella sua prima esperienza in Serie A aveva collezionato meno presenze, 4 contro 9, e poco più della metà dei minuti, 68’ contro 159’. Solo da marzo aveva cominciato a giocare di più, collezionando sei presenze per un totale di 68 minuti.

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