Juventus, Marotta: “Dobbiamo vincere la Champions a tutti i costi”

L’amministratore delegato bianconero: “Il mio percorso non è concluso. Poi, se Agnelli dovesse cambiare idea, non mi vedrei in un altro club“.

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Interessante intervista rilasciata dall’amministratore delegato della Juventus, Giuseppe Marotta, al Giorno. Queste alcune delle sue dichiarazioni: “Avere una famiglia così longeva alla guida del club significa avere un grande senso di appartenenza. Un Agnelli alla presidenza è un valore aggiunto. Andrea ha creato un modello vincente, è stato lungimirante con due principi: la competenza e la delega. E tutto in questa società è finalizzato alla vittoria. L’affare Higuain? Si è creata un’opportunità con il Napoli in un preciso momento in cui abbiamo deciso di fare un investimento, ma non possiamo pensare di farlo tutti gli anni. E l’operazione Pogba allo United ha facilitato le cose“.

Marotta: “Allegri si concilia con il nostro modello

L’ad ha quindi proseguito: “La Champions dipende da molti fattori. A Istanbul siamo stati eliminati per determinate condizioni climatiche, ma negli ultimi anni ha vinto sempre la squadra più forte. Il mio percorso non è concluso. C’è questa sfida di volere a tutti i costi la Champions. Poi se Agnelli dovesse decidere di cambiare non mi vedrei in un club, piuttosto in un ambito federale. La società viene prima di tutto, e nella classe dirigente considero anche l’allenatore, che deve essere coerente con la linea aziendale: quelli che non sono alla Juventus non troverebbero spazio. E Max si concilia alla perfezione con il nostro modello“. Marotta ha quindi parlato anche del numero 10, Paulo Dybala: “Non ha avuto il tempo di essere talento: è diventato subito un campione. E se fa cose normali viene bocciato. Noi, come club, dobbiamo essere bravi a sopportarlo. Milan e Inter? La competitività sportiva è sempre al massimo livello. Poi il calcio è un prodotto congiunto e con loro abbiamo instaurato un ottimo rapporto per valorizzarlo“. Infine, una chiosa su i colpi che lo hanno reso più orgoglioso: “Casiraghi venduto alla Juventus di Boniperti: segno del destino. Cassano portato alla Sampdoria dal Real Madrid: un’emozione pura perché si trattava di recuperare un talento. Poi l’affare Pogba al Manchester United: la mia realizzazione professionale“.