Nato il 22 aprile 1982, Ricardo Kakà arriva giovane in Italia. Con il Milan vince tutto, compreso il Pallone d’oro. Meno esaltante la parentesi al Real Madrid.

Quando Kakà sbarcò in Italia nell’estate del 2003, in molti ironizzavano sullo pseudonimo alquanto singolare, per la fonetica nostrana. Il 21enne di Gama ci mise comunque pochissimo per strabiliare.

Kakà, dal San Paolo al Milan

Nato il 22 aprile 2003 come Ricardo Izecson dos Santos Leite, cresce nelle giovanili del San Paolo, con cui esordisce a livello professionistico nel 2001. Il talento c’è tanto che Scolari lo porta al Mondiale del 2002, vinto dai verdeoro: il giovane gioca solo uno spezzone contro la Costa Rica guadagnando comunque la medaglia d’oro.
Gli scout del Milan lo seguono e per circa 10 milioni di dollari lo portano in rossonero.
Il Diavolo è fresco campione d’Europa. In poche settimane Kakà diventa titolarissimo e insostituibile. E con dieci reti contribuisce alla vittoria dello scudetto. Nella stagione successiva vince la Supercoppa Italiana ma perde la Champions nell’incredibile finale di Istanbul.

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2007, anno di grazia

Nel 2006, con la cessione di Shevchenko, Kakà è l’indiscusso fuoriclasse e trascinatore del Milan. I rossoneri, penalizzati in campionato, si concentrano sull’agognata Champions League: il brasiliano è irresistibile e il 23 maggio 2007 a Atene è trionfo. E’ l’anno di grazia che porta in bacheca la Supercoppa Europea e la Coppa del Mondo; a livello personale viene premiato con il Pallone d’oro.

Real Madrid, andata e ritorno

Nel 2009 Kakà saluta il Milan accasandosi al Real Madrid, in cambio di 67 milioni di euro! Tuttavia, nonostante le grandi aspettative, anche a causa di qualche problema fisico di troppo, Kakà non riesce a ripetere le prestazioni migliori. Vince comunque una Liga.
Nel 2013, a fine mercato, Galliani lo riporta in rossonero: una sola stagione prima di tornare al San Paolo. Chiuderà la carriera in MLS agli Orlando City.


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