11/1/2004, Milan-Reggina 3-1: Kakà incanta e trascina i rossoneri

Il campionato 2003/04 vede il ritorno del Milan allo scudetto. Il neoacquisto Kakà è uno dei trascinatori del Diavolo insieme al capocannoniere Shevchenko.

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Il Milan campione d’Europa in carica si lancia alla conquista di tutti i trofei nella stagione successiva, quella 2003/04. I rossoneri perfezionano la rosa di Ancelotti con innesti quali Cafu, Pancaro e il giovane brasiliano Kakà. Quest’ultimo, arrivato dal San Paolo per circa 8 milioni di dollari, suscita le ilarità di molti per via dello pseudonimo. Ben presto, però, il classe ’82 carioca farà rimangiare tutte le critiche prevenute nei suoi confronti. Il tecnico rossonero lo lancia fin da subito tra i titolari: dietro le due punte e al fianco di Rui Costa per la soluzione “a albero di Natale”, alle spalle del bomber Shevchenko. Inzaghi, infatti, farà falcidiato dagli infortuni. Il 6 gennaio tale formula stende la Roma all’Olimpico nello scontro diretto che vale lo scudetto.

Gol e storia

Nella giornata successiva, domenica 11 gennaio 2004, il Milan ospita a San Siro la Reggina. I calabresi partono forte e dopo appena due giri di orologio sono già in vantaggio con Torrisi, lesto a ribadire a rete dopo la traversa colpita da Sottil. La reazione dei padroni di casa è immediata e arriva grazie a un’invenzione di Kakà, il quale spalle alla porta riceve il pallone da Seedorf, si gira, salta l’avversario con una finta di corpo e batte Belardi con un colpo da calcetto. Si tratta del gol numero 6.000 nella storia del club meneghino. Il Milan pareggia ma non trova la rete del sorpasso. Nella ripresa, però, i rossoneri mettono la freccia con il solito Kakà: questa volta il brasiliano è fortunato perché segna grazie a un rimpallo sulla spazzata di Sottil. La gara si mette in discesa e Pirlo firma il gol del definitivo 3-1 su calcio di rigore: scavetto sotto e pallone in rete.