La vicenda di Kirk Bloodsworth, condannato a morte nel Maryland per l’omicidio di Dawn Hamilton e poi scagionato dal DNA nel 1993: uno dei casi simbolo degli errori giudiziari negli Stati Uniti.
La storia di Kirk Bloodsworth è diventata uno dei casi più importanti nella battaglia contro gli errori giudiziari e la pena di morte negli Stati Uniti. Ex marine, giovane, senza precedenti pesanti alle spalle, nel 1984 venne accusato dell’omicidio di Dawn Hamilton, una bambina di 9 anni trovata morta in una zona boscosa a Rosedale, nel Maryland.
Il caso era terribile e la pressione sull’indagine enorme. Bloodsworth finì al centro dell’inchiesta dopo una segnalazione e dopo riconoscimenti oculari che, con il tempo, si sarebbero rivelati fragili. Non c’erano prove fisiche solide che lo collegassero al delitto, ma nel 1985 venne condannato per omicidio, violenza sessuale e altri reati. La sentenza fu la più estrema: pena di morte.

Kirk Bloodsworth: una condanna costruita su riconoscimenti sbagliati
Il primo processo si concluse con la condanna capitale, ma nel 1986 la Corte d’Appello del Maryland annullò il verdetto perché l’accusa non aveva consegnato alla difesa un rapporto investigativo che indicava un altro possibile sospettato. Bloodsworth venne processato di nuovo nel 1987 e condannato ancora, questa volta a due ergastoli.
Lui continuò a proclamarsi innocente. Dal carcere iniziò a interessarsi alle nuove tecniche di analisi genetica e spinse perché venissero testati i reperti biologici del caso. Quella richiesta, allora tutt’altro che scontata, cambiò tutto: il DNA ricavato dagli indumenti della vittima escludeva Bloodsworth come autore del delitto.
La libertà , il vero colpevole e una legge con il suo nome
Il 28 giugno 1993, Kirk Bloodsworth venne scarcerato. Fu il primo detenuto nel braccio della morte statunitense scagionato grazie al DNA. Pochi mesi dopo, il governatore del Maryland gli concesse una piena grazia fondata sull’innocenza.
La vicenda ebbe un ulteriore sviluppo nel 2003, quando il DNA del caso venne confrontato con le banche dati nazionali e portò a Kimberly Shay Ruffner, già detenuto per un’altra aggressione. Nel 2004 Ruffner si dichiarò colpevole dell’omicidio di Dawn Hamilton e venne condannato all’ergastolo.
Da allora Bloodsworth è diventato un simbolo pubblico contro la pena di morte e a favore dell’uso del DNA nei casi di possibile innocenza. Il suo nome è legato anche al Kirk Bloodsworth Post-Conviction DNA Testing Grant Program, un programma federale pensato per aiutare gli Stati a finanziare test genetici dopo le condanne.
Il caso resta devastante per due ragioni: una bambina fu uccisa e per anni il vero responsabile non venne fermato; un uomo innocente, intanto, arrivò a un passo dall’esecuzione.