La Corte Europea dei diritti umani ha concluso l’udienza sul ricorso presentato da Berlusconi contro la decadenza e incandidabilità previsti dalla Legge Severino. La decisione finale potrebbe arrivare anche dopo le elezioni.

STRASBURGO – La Corte Europea dei diritti umani ha iniziato l’esame sul ricorso presentato da Silvio Berlusconi contro l’applicazione della “Legge Severino” che ha determinato la decadenza da senatore e la non candidabilità del leader di Forza Italia. L’udienza si è conclusa dopo oltre due ore. In ogni caso, la decisione finale e definitiva arriverà solo tra qualche mese, col rischio che si materializzi solo dopo lo svolgimento delle elezioni politiche.

Le reazioni

Al termine dell’udienza, svoltasi alla presenza di 150 tra giornalisti, studenti e giuristi, il legale Franco Coppi ha dichiarato: “Sono state fatte domande molto acute, ora aspettiamo la decisione con una qualche fiducia“. Gli fa eco l’avvocato Edward Fitzgerald, rappresentante del leader di Forz a Italia, ha replicato: “La decisione di far decadere Berlusconi dalla sua carica di senatore è stata una sanzione penale ed è il risultato arbitrario, sproporzionato e inappellabile di una decisione presa della maggioranza del Senato (192 voti contro 114), cioè dei suoi avversari politici. Non era giustizia ma ma un anfiteatro romano in cui una maggioranza di pollice versi o pollici in alto decidono se uno va su o giù“.

Berlusconi non si arrende

È stata un’attesa davvero lunga, durata cinque anni. Ma in queste ore sono sereno e soprattutto fiducioso. Mi aspetto che in tempi contenuti la Corte accolga il mio ricorso. Il mio ruolo nella prossima campagna elettorale è comunque già chiaro: indipendentemente dalla candidabilità, sarò in campo per portare il centrodestra al governo del Paese“, ha dichiarato in un’intervista a La Repubblica Berlusconi.

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