Esistono alcuni motivi per cui la lista delle armi inviate all’Ucraina deve rimanere segreta. Ecco quali sono.

A inizio marzo verrà autorizzato l’invio di armamenti in Ucraina. Secondo quanto stabilito dal terzo decreto del governo sulla predisposizione dell’invio di armi in Ucraina, l’elenco dell’artiglieria dovrà rimanere segreto. Non sappiamo quale sia la tipologia di armi che l’Italia deve fornire all’esercito di Kiev, in Ucraina.

Dopo aver ascoltato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, il Copasir ha rassicurato che il provvedimento preso sull’invio delle armi, sarà in linea con quanto stabilito dal Parlamento. Secondo il ministro Guerini, esponente del Partito democratico, ciò che viene redatto all’interno dei decreti deve essere segreto. Questo “per ovvi motivi di riservatezza, trattandosi di materiale sensibile“. Si tratterebbe quindi di motivazioni strategiche.

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Quali sono i motivi della segretezza

Il motivo principale sta nel fatto che le questioni strategiche devo rimanere segrete, per evitare che il governo russo possa pervenire a queste informazioni.

Un altro motivo per cui gli armamenti che l’Italia fornisce all’esercito di Kiev devono rimanere un segreto, è che si cerca di non alimentare l’escalation. Senza contare anche un eventuale allargamento del conflitto. Difatti, la Russia accusa l’Europa e gli Stati Uniti di attuare politiche aggressive nei suoi confronti. Per evitare che il conflitto possa espandersi eccessivamente, è perciò importante che gli armamenti spediti rimangano un segreto.

Camera dei Deputati Parlamento
Camera dei Deputati Parlamento

Ma non sono solo queste le motivazioni: alcuni dei Paesi produttori di armamenti bellici, hanno espresso la volontà di voler rimanere nell’anonimato. Il senatore di Fratelli d’Italia nonché presidente del Copasir Adolfo Urso, ha spiegato anche che alla base della decisione di mantenere la segretezza c’è la priorità di non dover mettere a rischio l’Italia.

In questo scenario il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi si è rivelato scettico circa le decisioni prese del governo italiano: “Non abbiamo leader nel mondo, non abbiamo leader in Europa. Un leader mondiale che doveva avvicinare Putin al tavolo della mediazione gli ha dato del criminale di guerra e ha detto che doveva andare via dal governo russo. Un altro, segretario della Nato, ha detto che l’indipendenza del Donbass non sarebbe mai riconosciuta”.

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Guerra in Ucraina

ultimo aggiornamento: 17-05-2022


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