La Marzocco: storia dell’impresa italiana con gli operai più felici

La Marzocco: storia dell’impresa italiana con gli operai più felici

Eccellenza made in Italy nella produzione di macchine per caffè espresso, La Marzocco mette al centro del suo operato inclusione e sostenibilità.

Nata nei primi del Novecento come azienda a conduzione familiare, La Marzocco srl è diventata negli anni una multinazionale, con filiali in tutto il mondo e partnership in circa 120 Paesi, ma non ha mai perso di vista il cuore della sua produzione, ciò che rende possibile il suo successo: le persone. Già, perchè alla base di questa impresa c’è da sempre l’ascolto ed il rapporto stretto con le persone, che siano esse i clienti, gli esperti del settore, esterni che possano consigliare migliorie, oppure gli stessi operai ed impiegati. Non a caso, l’azienda toscana – eccellenza nella produzione di macchine per caffè espresso – è stata inserita al primo posto nella classifica dei Best workplaces for blue collar 2023, ossia è stata giudicata il migliore posto in cui lavorare in Italia.

La storia dell’azienda, tra innovazione e sensibilità

Tutto è nato quasi per caso, a Firenze, nei primi anni del Novecento, quando il signor Ascanio Galletti si è rivolto all’officina meccanica di un certo Giuseppe Bambi per commissionargli la realizzazione di una macchina da caffè “espresso” – la nuova variante della bevanda esotica esplosa in quegli anni. L’imprenditore non ha poi mai messo in commercio tale prototipo, ma a sfruttare l’occasione sono stati Bambi e il fratello Bruno che, fondata la loro società Officine Fratelli Bambi, hanno deciso di produrre un proprio modello di macchina per caffè, dando così vita nel 1927 a La Marzocco.

Con il nome del leone simbolo di Firenze (il Marzocco), quel primo esemplare ha dato il via ad una storia fatta di curiosità, coraggio ed intuizioni, dove gli obiettivi sono sempre stati innovazione ed eccellenza, da raggiungere non solo con la tecnica, ma anche attraverso la sensibilità e l’ascolto intelligente degli attori in gioco. I fratelli Bambi hanno infatti sempre lavorato per mantenere saldo il rapporto con la loro clientela, ossia i baristi e i gestori dei locali, in modo da andare incontro alle loro vere esigenze. E’ così che Giuseppe ha brevettato la prima macchina da espresso a caldaia orizzontale in grado di erogare più caffè contemporaneamente – modello che è poi diventato lo standard in tutta Italia nel dopoguerra.

Macchine a leva, pompe volumetriche, gruppo saturo: negli anni si sono succedute novità su novità nella produzione, così come, in parallelo, la ditta si è spostata più volte, prima con l’apertura dello stabilimento sulle colline a nord del capoluogo toscano, e poi con l’inaugurazione della nuova sede a Scarperia, a 30 km da Firenze, nel 2009. Nel mezzo, è anche avvenuta l’internazionalizzazione dell’azienda: fornitore della catena di caffetterie statunitense Starbucks fino al 2005, La Marzocco ha integrato soci americani e si è aperta sempre più ai mercati esteri, stringendo partnership in più di 120 nazioni.

Dal 2015 si è poi avvicinata ancora di più alle persone, creando diverse linee (Mini e Micra) di macchine per il caffè per uso casalingo, più piccole di quelle professionali, ma pregne di tutta la qualità e i valori che hanno sempre contraddistinto l’azienda.

Inclusione e sostenibilità: l’impegno di La Marzocco srl

La visione di La Marzocco è chiara. “Creare rapporti che arricchiscano la vita delle persone” è una delle prime frasi che si legge girovagando sul loro sito ufficiale, e l’impegno in tale direzione è grande e portato avanti con la massima dedizione. L’azienda è infatti diventata una società benefit, e sta portando avanti un percorso per avere “un impatto enorme sulle persone, lasciando però un’impronta minima sull’ambiente”.

Dal lato eco-friendly, l’impresa toscana si autoproduce circa il 50% del suo fabbisogno energetico, grazie ad un impianto di pannelli fotovoltaici – utilizzati anche per alimentare la ventina di colonnine di ricarica per auto elettriche messe a disposizione gratuitamente per i dipendenti. Con l’obiettivo di azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050, La Marzocco controlla inoltre la sua carbon footprint, cioè appunto il totale di emissioni di cui è responsabile, cercando di compensarle attraverso l’acquisto di “crediti di carbonio”, in un progetto di tutela della foresta amazzonica peruviana.

Per quanto riguarda le persone, invece, l’azienda vuole aprirsi quanto più possibile alla diversità, conscia che solamente nelle differenze può essere trovata la ricchezza e la novità. In questo senso, ha creato comitati e corsi per diffondere i valori aziendali e formare i dipendenti, si è impegnata ad assumere persone con problemi economici e richiedenti asilo, oltre a sostenere i membri dello staff che abbiano problemi di salute o legali. E, ancora più rilevante, ha avviato iniziative per coinvolgere operai ed impiegati tutti nelle politiche e nelle scelte aziendali, di modo che ognuno possa esprimere le proprie opinioni e sentirsi parte dell’impresa.

Questo è di fatto il fattore principale che ha fatto decretare La Marzocco srl come l’azienda con gli operai più felici d’Italia. La ricerca, riportata da La Nazione e condotta da Great place to work Italia, società che si occupa dello studio del clima aziendale, ha raccolto il parere di più di 8.000 lavoratori di 46 imprese in tutto lo Stivale e ha così potuto incoronare la ditta toscana come Best workplace for blue collar 2023.