Medici Senza Frontiere, la nave non può entrare nel porto di Lampedusa

Uno dei primi effetti del codice ong: la nave Prudence di Medici Senza Frontiere ha dovuto trasbordare i 127 migranti sui mezzi della Guardia Costiera. All’organizzazione, che non ha firmato il codice approntato dal Viminale, è vietato l’ingresso a Lampedusa.

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Proseguono i salvataggi nel Mediterraneo tra l’Italia e la Libia. La Vos Prudence, nave di Medici Senza Frontiera, ha recuperato 127 migranti. A 33 miglia a sud dell’isola di Lampedusa, poi, è avvenuto il trasbordo sui mezzi della Guardia Costiera, secondo quanto previsto dal nuovo codice delle ong predisposto dal Viminale. Medici Senza Frontiere non ha firmato il protocollo e, pertanto, gli è precluso l’ingresso nei porti italiani.

Le parole del presidente di MSF

Dopo l’operazione, il presidente di Medici Senza Frontiere Loris De Filippi ha dichiarato: “Proseguiamo i salvataggi in mare in totale coordinamento con la Guardia Costiera. Ma se ci dicono di fermarci, andremo altrove. Irregolarità? Abbiamo salvato 69mila persone, se una Ong si è comportata male le altre hanno seguito le regole. Non è che prima del codice del Viminale ci fosse l’anarchia“.

Le norme del codice

Ecco in seguito le principali regole predisposte dal Viminale: divieto assoluto di ingresso delle Ong nelle acque libiche; obbligo di non spegnere i trasponder di bordo; obbligo di non effettuare comunicazioni telefoniche o segnalazioni luminose per agevolare la partenza e l’imbarco di natanti di migranti; obbligo di non effettuare trasbordi su altre navi, italiane o appartenenti a dispositivi internazionali, salvo una conclamata situazione di emergenza; obbligo di non ostacolare le operazioni di search & rescue della Guardia Costiera libica;  obbligo di accogliere a bordo ufficiali di polizia giudiziaria per le indagini collegate al traffico degli esseri umani.