La pesca della discordia
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Direttore: Alessandro Plateroti

La pesca della discordia

La pesca della discordia

Non è che la nuova destra vuole mettere in discussione le grandi conquiste degli anni ‘70 tra cui il divorzio?

Come sempre c’è chi è più fortunato di altri. Lo è Vannacci che deve alla furia iconoclasta di Repubblica la pubblicità gratuita al suo libro, lo è la catena Esselunga che si ritrova al centro di un infuocato dibattito nazionale per il suo ultimo spot.

La pesca della discordia, la mela per stavolta si riposa, è quella che una bambina prende al supermercato e che dopo un ritorno a casa con la madre a suon di malinconia offre poi al padre come dono della ex moglie.

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Eh sì, è una moderna famiglia separata, la piccola ne soffre e il frutto della discordia diventa la metafora di una nuova possibile, desiderata concordia. Chissà se in questi giorni le pesche andranno a ruba negli scaffali di Esselunga, ma un supermercato oggi dovrebbe far discutere per l’inflazione e il caro prezzi, soprattutto dei generi di prima necessità.

pesca in mano

Quando le famiglie comprano meno carne, pesce, frutta e verdura, ma solo pasta (pure lei carissima) vuol dire non solo che si candidano al diabete ma che sono sull’orlo della povertà. Problemi troppo banali per i nostri fini pensatori progressisti. Quello che li ha fatti arrabbiare stavolta è la messa in scena della nostalgia della famiglia tradizionale con conseguente colpevolizzazione delle coppie separate.

Non è che la nuova destra vuole mettere in discussione le grandi conquiste degli anni ‘70 tra cui il divorzio?

La Premier tra i mille dossier che ha sul tavolo, crescita, debito, legge di bilancio, immigrazione, è dovuta intervenire dicendo che a lei quella storia ha commosso e basta. Anzi che non ha dovuto indire una conferenza stampa per smentire le voci sul ritorno della normativa matrimoniale a prima del referendum. Ma la polemica ormai era scoppiata e anche i difensori del nucleo unito mamma-papà-bambina-pesca erano incavolati neri. La smetto anche io di alimentare la gioia dei creatori dello spot dicendo solo questo e copiando il grande Lucio Dalla: possibile che in questo paese l’ impresa eccezionale è essere normali? (Disperato erotico stomp).

Tradotto, non è se che qualcuno non è fluido, bisex, separato e magari gli piace l’altro sesso e gli fanno schifo genitore 1 e genitore 2 lo mettiamo al rogo nel paradosso democratico dell’intolleranza rovesciata? Viva il diritto di libertà di famiglia e che il marketing di Esselunga ne dia la rappresentazione sociologica che gli pare. A me quello che preoccupa è che la spesa dura sempre meno e costa sempre di più.

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ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2023 18:09

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