La crescente importanza della ‘pet economy’ in Italia: un’analisi dettagliata del mercato degli animali domestici e delle sue implicazioni economiche e sociali.
In occasione della Giornata nazionale del gatto, prevista per il 17 febbraio, Confartigianato ha presentato un’analisi dettagliata del mercato italiano degli animali domestici. L’Italia si conferma sempre più ‘pet friendly’, con un numero crescente di famiglie che accoglie animali da compagnia nelle loro case. Questo fenomeno non si limita a un semplice affetto per gli animali, ma si estende a un settore economico in rapida espansione, noto come “pet economy”, che ha visto una crescita significativa negli ultimi dieci anni.

Il ruolo centrale dei gatti e l’espansione del mercato degli animali domestici
La presenza di animali domestici nelle case italiane ha raggiunto una quota significativa, con circa 10 milioni di famiglie, pari al 37,7% del totale, che possiedono almeno un animale. Tra questi, i gatti svolgono un ruolo di primo piano, con 1.740.000 famiglie, ovvero il 17,4% di quelle con animali domestici, che vivono con almeno un felino. Questa percentuale è aumentata di un punto rispetto al 2015. Anche i cani hanno registrato un incremento, raggiungendo il 22,1% delle famiglie, mentre altri animali domestici coprono l’8,1%. Complessivamente, la quota di famiglie con animali è aumentata di 1,5 punti percentuali dal 2015 al 2024.
La passione degli italiani per gli animali si riflette in una spesa crescente per prodotti e servizi legati agli animali da compagnia. Secondo le stime di Confartigianato, nel 2024 la spesa totale in questo settore raggiungerà i 6.747 milioni di euro. Di questi, il 80,3% sarà destinato a prodotti come alimenti e articoli per la toelettatura, mentre il restante 19,7% sarà speso per servizi veterinari, di addestramento e ospitalità. La spesa per gli animali da compagnia è aumentata del 76% negli ultimi dieci anni, un incremento notevole rispetto al modesto 9,4% della spesa complessiva delle famiglie.
L’espansione delle imprese artigiane e l’impatto economico della pet economy
Il mercato degli animali domestici non ha solo implicazioni per i consumatori, ma anche per il settore imprenditoriale. Confartigianato riporta che ci sono 3.440 imprese artigiane attive nei servizi di cura degli animali da compagnia, che rappresentano il 59% delle aziende del comparto. Queste imprese danno lavoro a 4.231 addetti, ovvero il 53,9% del totale del settore. Negli ultimi dieci anni, le imprese artigiane sono quasi raddoppiate, con un aumento del 92,3%.
A livello regionale, la Lombardia guida la spesa con 1.396 milioni di euro, seguita dal Lazio e dal Veneto. A livello provinciale, Roma, Milano e Torino sono in cima alla lista. La crescita delle imprese artigiane supera la media in regioni come Piemonte, Puglia e Lazio, mentre a livello provinciale spiccano Bergamo e Torino. In alcune aree, come Brescia e Venezia, l’incremento delle imprese è stato a tripla cifra.
Marco Granelli, Presidente di Confartigianato, ha commentato: “I nostri dati confermano che la passione degli italiani per gli animali domestici non è solo un fenomeno sociale, ma un vero motore economico capace di generare occupazione, nuova imprenditorialità artigiana e valore aggiunto diffuso sui territori.” Questo dimostra che la pet economy è ormai una componente strutturale dei consumi e del tessuto produttivo del Paese, con un impatto significativo sull’economia italiana.