Fase 2, la Politica non scarichi le proprie responsabilità sul Popolo

La Politica non dia la colpa al Popolo. Piuttosto lo ringrazi e si assuma le proprie responsabilità

Nella fase 2 dell’emergenza coronavirus la sensazione è che gli italiani abbiano sulle spalle anche il peso della responsabilità della Politica.

Coronavirus, la fase 2 in Italia. Il mondo delle istituzioni, da quando ha iniziato a presentare la fase 2, ha fatto leva sempre e solo su un concetto. La responsabilità degli italiani. Giusto. Gli stessi italiani che nel corso della fase 1 hanno mostrato un grande senso del dovere e uno spirito di sacrificio degno di lode. Oltre che una discreta e legittima paura per una malattia ancora così poco conosciuta e che ogni giorno continua a presentare il suo conto di centinaia di morti.

Coronavirus fase 2

Fase 2, italiani meno responsabili ma ci si aspettavano scenari peggiori

Oggi il livello di paura in una piccola percentuale della popolazione si è abbassato, e complici le disposizioni non proprio chiarissime e stringenti delle autorità ha colto l’occasione per uscire di casa anche senza un motivo di comprovata necessità. Ad esempio.

Basta guardarsi intorno e avere la voglia di essere onesti con sé stessi per arrivare a una conclusione decisamente evidente: il grande senso di responsabilità degli italiani si è leggermente allentato, così come il governo ha leggermente allentato le restrizioni. Ma la colpa non può essere del Popolo. Se le cose andassero male la Politica dovrebbe assumersi le proprie responsabilità.

Ha legittimato tutti ad uscire di casa per andare a trovare un congiunto. Tutti ne hanno uno, soprattutto se non si è tenuti a scriverne le generalità sull’autocertificazione. Volevano meno persone in strada? Potevano fare regole più stringenti. Si ritengono vergognose le scene del 7 maggio dai Navigli? Legittimo. Ma i controlli dov’erano? E non si tratta di giocare a Guardie e Ladri. Si tratta del fatto che tutti sono tenuti a fare la propria parte. Riaprire Milano senza mettere controlli ai navigli è come mettere il lupo a guardia delle pecore.

Giuseppe Conte
fonte foto https://www.facebook.com/GiuseppeConte64/

La Politica non scarichi le responsabilità sul Popolo

Eppure la netta sensazione è che la Politica non abbia la minima intenzione di farsi carico di un eventuale fallimento di questa fase 2. Se tra una settimana/dieci giorni la curva dei contagi dovesse rimanere stabile o non salire in maniera significativa, allora l’intero Paese meriterebbe l’ennesimo plauso. Se invece la curva dovesse salire in maniera significativa la colpa sarebbe degli italiani poco responsabili. E così non va bene Non va bene per niente.

Perché le istituzioni sono in netto ritardo sulla tabella di marcia. E non parliamo delle riaperture, perché è compito di chi governa decidere se, come e quando riaprire. E deve essere rispettato. I ritardi di cui parliamo sono quelli dei tamponi, dei test sierologici, dell’applicazione per il tracciamento dei contatti. La rete di protezione che doveva essere messa prima di lanciarsi verso la seconda fase dell’emergenza.

Diciamola tutta, dopo due mesi di lockdown e sacrifici gli italiani avrebbero meritato maggiori garanzie, maggiori sicurezze, maggior protezione. Invece come troppo spesso accade ci troviamo a fare il lavoro sporco, a godere delle concessioni che arrivano dall’alto. E magari un figlio deve anche ringraziare il governo se ha la possibilità di riabbracciare sua madre. Dovrebbe essere il contrario. Dovremmo sentirci dire GRAZIE per aver rinunciato alla vostra libertà.

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ultimo aggiornamento: 09-05-2020

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