Legge elettorale, una nuova manovra di palazzo per ‘bloccare’ Salvini?

Legge elettorale, una nuova manovra di palazzo per ‘bloccare’ Salvini?

La riforma della legge elettorale potrebbe essere una strategia per bloccare l’ascesa di Matteo Salvini ed evitare che passi all’incasso approfittando di un possibile passo falso del governo.

Dopo anni di immobilismo la riforma delle legge elettorale è da settimane in cima agli obiettivi delle principali forze politiche. E il sospetto è che alla base dell’inaspettato slancio ci siano anche giochi di potere, o meglio manovre di palazzo.

La riforma della legge elettorale e la rincorsa di Pd e M5s

Non è una caso che il Pd e il Movimento 5 Stelle abbiano stretto i tempi depositando la proposta sul Germanicum. Lo scopo era quello di blindare la legislatura allontanando lo spettro delle elezioni anticipate.

Elezioni

Una strategia per bloccare Matteo Salvini

Come? Di fatto togliendo potere alla Corte Costituzionale. Se anche la Consulta desse il via libera al referendum richiesto dalla Lega di Matteo Salvini, l’attività parlamentare avrebbe la precedenza. Nella burocratica corsa contro il tempo il governo vincerebbe contro la proposta leghista.

Ma facciamo chiarezza. La Lega ha proposto un referendum sul Rosatellum che il governo ha deciso di cambiare con un iter parlamentare. E la sovranità del Parlamento non può essere superata.

Fonte foto: https://www.facebook.com/salviniofficial

Lega, ritorno al Mattarellum

Salvini e i suoi sono corsi ai ripari rilanciando il Mattarellum. La speranza è quella di trovare una sponda istituzionale importante per scavalcare la Consulta, che potrebbe respingere la richiesta di referendum, e la maggioranza di governo, che lavora a un modello elettorale scomodo per le opposizioni.

Fonte foto: https://twitter.com/Montecitorio

Come cambiano gli equilibri

La strada intrapresa dal governo comunque è tutt’altro che certa. Il Germanicum costringerebbe ad esempio il Pd e il Movimento 5 Stelle a rivedere la propria alleanza per decidere se dare vita a una collaborazione organica e duratura, come richiesto da Zingaretti, o correre singolarmente, come auspicato da Luigi Di Maio.

In casa Lega, se passasse il Germanicum, sarebbe necessaria una nuova organizzazione che potrebbe in qualche modo depotenziare la figura di Matteo Salvini.

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