Essere ad un passo dal fallimento, salvarsi, sognare la Champions League e vedere di nuovo un futuro florido davanti a sé.

È la storia della Lazio che, sotto la gestione Lotito, per quanto particolare e sicuramente burrascosa sotto numerosi aspetti, ha ritrovato uno smalto perso da tempo.

Come si può notare in un interessante approfondimento che è stata pubblicato su L’insider, Lotito prese in mano la Lazio in un momento estremamente negativo e difficile. Un periodo in cui la società biancoceleste navigava in acqua decisamente burrascose, con 84 milioni di ricavi e ben 86,5 di perdite. E vogliamo parlare dei debiti che sfioravano la pazzesca quota di 550 milioni di euro?

Chi l’avrebbe mai detto che la Lazio avrebbe intrapreso un simile percorso? Un’impresa che sarebbe stata molto complicata da pronosticare anche da tutti gli appassionati di scommesse calcio: bisogna, effettivamente, rendere merito alla gestione Lotito da questo punto di vista, che ha saputo portare in dote, in questi ultimi anni, ben sei trofei, vincendo per ben tre volte la Coppa Italia e tre volte la SuperCoppa Italiana.

Ciro Immobile

L’arrivo di Lotito nel 2004

Lotito fa il suo ingresso nel club biancoceleste nel mese di luglio del 2004: l’obiettivo primario è quello di toglierlo dalle ragnatele dei rischi e porlo in una situazione di sicurezza. In questo senso, ci mette veramente pochissimo, dato che trova un’intesa con i vertici del gruppo bancario Capitalia, e la Lazio viene salvata poi grazie un accordo raggiunto pure con l’Agenzia delle Entrate, con cui i vari debiti accumulati dai biancocelesti vengono rateizzati in 23 anni.

La Lazio aveva qualcosa come 150 milioni di euro di tasse non pagate: ebbene, Lotito ha fatto un vero e proprio capolavoro, portando la Lazio a essere una società sana e con i conti a posto. E il suo stipendio? Dal 2014 al 2019 era pari a zero, mentre nella scorsa stagione è salito a 600 mila euro. in sedici anni di gestione, la Lazio di Lotito ha chiuso solamente 5 volte in rosso, con un utile aggregato pari a 94,2 milioni di euro e un utile medio per ciascun esercizio pari a 5,8 milioni di euro.

Le plusvalenze realizzate da Lotito

Durante la gestione Lotito, uno degli aspetti che sono emersi come più caratterizzanti sono le numerose plusvalenze che sono state realizzate. E, qui, c’è lo zampino di Igli Tare. Tra quelle che hanno sicuramente fatto più clamore troviamo la cessione di Keita Balde, che ha portato in dote 29,2 milioni di euro di plusvalenza netta. Stesso discorso per la cessione di Felipe Anderson al West Ham, che ha portato in dote una plusvalenza di ben 24 milioni di euro. Poi c’è la plusvalenza fatta con la cessione di Antonio Candreva all’Inter, che ha portato nelle casse della società biancoceleste la bellezza di 19,4 milioni di euro come guadagno netto da tale operazione. Importanti anche le cessioni di Aleksander Kolarov, con 17,1 milioni di euro di plusvalenza e quella di Lucas Biglia, che ha portato in dote ben 16,3 milioni di euro di plusvalenza.

Altre tre operazioni che sono state magistralmente concluse da parte di Igli Tare riguardano, però, gli acquisti: il trio Luis Alberto, Correa e Milinkovic-Savic, su cui oggi cade l’occhio di un po’ tutte le big d’Europa, è costato solamente 27 milioni di euro.

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