La storia della Sconosciuta della Senna, la misteriosa giovane il cui volto divenne una celebre maschera mortuaria. Le ipotesi sulla sua identità e il legame con Resusci Anne.
Un volto giovane, gli occhi chiusi e un sorriso appena accennato. È questa l’immagine della Sconosciuta della Senna, conosciuta in Francia come L’Inconnue de la Seine, una figura misteriosa diventata celebre tra la fine dell’Ottocento e il Novecento.
Secondo la leggenda più diffusa, tutto cominciò a Parigi negli ultimi decenni del XIX secolo, quando il corpo di una ragazza, probabilmente adolescente, venne recuperato dalle acque della Senna.
La giovane non aveva documenti e nessuno riuscì a identificarla. Il suo volto, tuttavia, avrebbe affascinato un dipendente dell’obitorio al punto da convincerlo a realizzare una maschera mortuaria in gesso.
Quell’immagine sarebbe diventata famosa in tutta Europa, ispirando artisti e scrittori. Ma la storia nasconde un interrogativo fondamentale: la ragazza era davvero morta annegata nella Senna oppure il racconto fu inventato?

La Sconosciuta della Senna: il presunto annegamento e la maschera dal sorriso misterioso
La versione tradizionale colloca il ritrovamento del corpo intorno agli anni Ottanta dell’Ottocento, nei pressi del Quai du Louvre.
All’epoca i cadaveri sconosciuti venivano esposti nell’obitorio parigino per consentire ai cittadini di riconoscere eventuali familiari scomparsi.
Secondo il racconto, il corpo della ragazza non presentava segni evidenti di violenza, circostanza che fece ipotizzare un suicidio per annegamento, forse legato a una delusione amorosa.
Un medico, colpito dalla serenità del suo volto, avrebbe commissionato un calco in gesso per conservarne i lineamenti.
La maschera venne successivamente riprodotta in numerose copie, diventando un oggetto decorativo nelle abitazioni borghesi e negli studi degli artisti.
Il suo sorriso venne paragonato a quello della Gioconda di Leonardo da Vinci, tanto da farle guadagnare il soprannome di Monna Lisa della Senna.
Ma gli studiosi hanno individuato diverse incongruenze. Non esistono documenti giudiziari o registrazioni dell’obitorio che confermino il presunto ritrovamento.
Una ricerca storica ha inoltre individuato una possibile raffigurazione della maschera in un manuale di disegno pubblicato nel 1867, precedente alla data tradizionalmente attribuita all’annegamento.
Secondo altre testimonianze, il volto potrebbe appartenere a una giovane modella, forse morta di tubercolosi, oppure essere stato riprodotto mentre la donna era ancora viva.
Dal mistero della morte al manichino che insegna a salvare vite
La svolta più sorprendente nella storia della Sconosciuta arrivò negli anni Cinquanta del Novecento.
Il produttore norvegese Åsmund Laerdal, specializzato nella realizzazione di giocattoli, iniziò a collaborare con alcuni medici per sviluppare un manichino destinato all’insegnamento della rianimazione cardiopolmonare.
Tra i collaboratori figuravano Peter Safar e Bjørn Lind, impegnati nella diffusione delle moderne tecniche di soccorso.
Laerdal ricordava di aver visto una riproduzione della maschera della Sconosciuta e decise di utilizzarne i lineamenti per il nuovo manichino.
Nel 1960 nacque così Resusci Anne, uno strumento progettato per permettere a soccorritori e cittadini di esercitarsi nella respirazione bocca a bocca e nelle manovre di rianimazione.
Il manichino si diffuse rapidamente in tutto il mondo, contribuendo alla formazione di milioni di persone.
Il volto della giovane misteriosa divenne così noto come “il viso più baciato del mondo”, per il numero incalcolabile di esercitazioni effettuate durante i corsi di primo soccorso.
La sua immagine entrò anche nella cultura popolare e viene associata alla celebre frase rivolta ad Annie durante gli addestramenti, ripresa nella canzone Smooth Criminal di Michael Jackson.
A oltre un secolo dalla comparsa della maschera, l’identità della Sconosciuta della Senna rimane ignota. Non è nemmeno certo che il calco sia stato realizzato su una persona deceduta.