Torino, la sindaca Chiara Appendino indagata per gli incidenti di Piazza San Carlo

Dopo i tragici fatti della sera della finale di Champions, alcuni feriti hanno querelato Chiara  Appendino perché non avrebbe garantito la sicurezza dell’evento. Dal Comune arriva la smentita.

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TORINO – La sindaca Chiara Appendino è stata denunciata per gli incidenti di Piazza San Carlo. Lo scorso 3 giugno, giorno della finale di Champions League che vedeva impegnata la Juventus, in una delle principali piazze del capoluogo piemontese si erano riuniti migliaia di tifosi bianconeri giunti anche da altre zone d’Italia per assistere al match davanti al maxi-schermo allestito per l’occasione. Poi, a un certo punto, e per cause ancora da chiarire del tutto (le indagini puntano sul procurato allarme, ndr), la massa impaurita ha iniziato a muoversi verso una direzione. In molti sono caduti, diversi calpestati e i feriti più gravi hanno riportato ferite da schiacciamento: tra questi, Erika Pioletti, una ragazza di 38 anni, non ce l’ha fatta e è deceduta dopo alcuni giorni di agonia.

Denuncia e indagini

Per il decesso di Erika sono indagati per omicidio colposo Maurizio Montagnese e Danilo Bessone, rispettivamente presidente e dirigente di Turismo Torino che è la municipalizzata incaricata dal Comune per l’organizzazione dell’evento. Per quanto riguarda Chiara Appendino, invece, l’iscrizione nel registro degli indagati è a seguito delle querele di alcuni dei 1.527 feriti di Piazza San Carlo. In sostanza, la denuncia è che il primo cittadino torinese non avrebbe adottato tutte le misure necessarie a garantire l’incolumità della popolazione. Tra queste, il blocco dei venditori abusivi di birre in bottiglie di vetro: la gran parte dei feriti, infatti, evidenzia ferite e tagli dovuti alla presenza per terra di cocci di vetro.

La smentita del portavoce

Non abbiamo ricevuto nulla, nessuna comunicazione dalla Procura. Smentiamo categoricamente“. Così ha dichiarato Luca Pasquaretta, portavoce di Chiara Appendino. Il procuratore Antonio Spataro, dal canto suo, non ha confermato né smentito.