La VAR in Serie A, regole e bilancio

Mezzo anno di Var in Serie A: più di cinquanta gli errori evitati, regolamento applicato in maniera troppo arbitraria e una lunga scia di polemiche. Il bilancio.

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Superato il giro di boa di questa stagione 2017-2018, è tempo di fare un primo bilancio sulla var in Serie A. Strumento potenzialmente utile e spesso decisivo (in senso positivo), lo strumento tecnologico è stato spesso mal interpretato e messo in atto in maniera errata dagli stessi addetti ai lavori.

Var, le regole

La Var (acronimo di Video Assistant Referee) ha ovviamente un regolamento d’utilizzo stabilito dall’inizio della stagione ma che fino a questo momento non ha garantito un comportamento uniforme da parte della squadra arbitrale.

Regole alla mano, la Var entra in gioco per stabilire la regolarità di un gol, per decidere se espellere un giocatore, per l’assegnazione (o l’annullamento) di un rigore e per correggere l’ammonizione o l’espulsione qualora il cartellino dovesse essere mostrato al giocatore sbagliato.

Il fattore principale che determina il ricorso alla Var è il chiaro errore del giudice di gara. L’assistenza video non può intervenire nel caso in cui l’arbitro vede un episodio e lo interpreta: il giudizio soggettivo da parte del direttore di gara non può essere considerato grave errore. La Var interviene dunque nel caso in cui l’arbitro non vede un episodio dubbio che rientri però nei casi sopraindicati.

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La Var in Serie A: corretti cinquantadue errori ma le polemiche restano

Dall’inizio della stagione 2017-2018 la Var ha evitato/corretto ben 52 errori umanamente commessi dai direttori di gara. Purtroppo è fallita nell’intento di tracciare una via definita e condivisa e ha lasciato alle sue spalle un lungo strascico di polemiche.

Var, Cagliari-Juve: il fallo di mano di Bernardeschi

La Var in occasione di Cagliari-Juve, ad esempio, non è intervenuta sul fallo di mano commesso da Federico Bernardeschi nell’azione che avrebbe poi deciso la gara regalando la vittoria ai bianconeri. In questo caso l’arbitro alla Var ha chiesto al collega in campo se avesse visto o meno il tocco: il sì da parte del giudice di gara ha chiuso la questione riportando al caso dell’interpretazione soggettiva.